Alfano e Ncd in conferenza stampa: "Il governo dipende da noi". Mussolini urla "Buffoni" (VIDEO)

Ma è vero anche il contrario: la vita (politica) dell'ex delfino dipende dalla tenuta del governo. Ecco perché.

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Il giorno dopo la decadenza di Berlusconi, come prevedibile, l'argomento che tiene banco è la tenuta del governo. Riusciranno le larghe intese a superare l'addio alla maggioranza di Forza Italia, ci si può fidare di Angelino Alfano, e cosa succederà quando Matteo Renzi avrà vinto le primarie Pd? Superato l'ostacolo della legge di stabilità sono queste le prove che attendono l'esecutivo Letta. Il primo ad alzare la voce e far capire che non potrà essere considerato un interlocutore di secondo piano rispetto al Partito Democratico è proprio il vicepremier, ministro degli Interni e leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano.

L'ex delfino del Cavaliere ha parlato poco fa in conferenza stampa: "Abbiamo parlamentari sufficienti per tenere in vita il governo ma anche viceversa". Si comincia subito con quella che è una velata minaccia, un promemoria per chi pensasse di poter sottovalutare Ncd; ma che in verità è un lapsus: è la vita (politica) di Alfano che dipende dal governo. Ci torneremo tra poco. "Subito dopo l'approvazione definitiva della legge di Stabilità e la conclusione della vicenda congressuale del Pd l'8 dicembre, in modo tale che ci sia un contraente, vogliamo fare un contratto di programma che chiameremo 'Italia 2014', per dire cosa fare nell'interesse del Paese".

Qual è il punto del discorso? Difficile non pensare al fatto che Matteo Renzi ha già fatto sapere che il governo dovrà seguire le indicazioni del Pd ("altrimenti ci arrabbiamo") e che sarebbe nell'interesse del rottamatore andare a elezioni politiche nella primavera 2014 per non disperdere il capitale di popolarità che possiede a causa delle troppe beghe dei democratici. Angelino Alfano ha il problema opposto: il governo deve andare avanti perché adesso come adesso il suo partito, di fatto, ancora non esiste e se si andasse al voto tra pochi mesi non sarebbero assolutamente pronti ad affrontare la sfida delle urne.

Di più: Alfano deve restare ancora qualche tempo nella stanza dei bottoni governativa (peraltro con un doppio ruolo di tutto rispetto) per "mostrarsi" leader. Quindi, le sue parole in conferenza stampa vanno lette nell'ottica di chi contemporaneamente vuole far durare il governo ma imporre le sue condizioni per dimostrare di non essere in una posizione di debolezza. "Renzi vuole un rimpasto? Aspettiamo il congresso Pd. Vediamo chi sarà il prossimo segretario democratico e se come primo gesto vorrà far cadere un governo presieduto da un esponente del suo partito. Se è una questione interna alla vicenda congressuale io spero che non ricada sull'Italia e che il conto non lo paghino italiani", e nemmeno lo stesso ex Delfino del Cavaliere.

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