Referendum Radicali sulla giustizia: la Cassazione boccia tutti i quesiti

La Cassazione: per nessun quesito è stato raggiunto il tetto, previsto per legge.

Aggiornamento 16:56 - Così Marco Pannella su Facebook:

"Se verranno confermate le notizie di stampa di queste ore sulla non validazione delle nostre sei richieste referendarie per “insufficienza” del prescritto numero minimo di 500.000 firme, posso sin d’ora preannunciare che il Comitato Promotore dei Referendum sulla Giustizia Giusta presenterà immediatamente – dopo la conoscenza della decisione ufficiale della Corte Suprema di Cassazione – un nostro, fiducioso ricorso."

La Commissione per i referendum istituita dalla Suprema Corte di Cassazione ha terminato ieri sera il controllo delle sottoscrizioni, presentate in settembre dai Radicali: per nessun quesito, comunica il palazzaccio, è stato raggiunto in numero minimo di sottoscrizioni, 500 mila, necessario per dare il via libera ai referendum, che resteranno dunque "un sogno" radicale.

Non sono bastate le lunghe settimane di campagna referendaria rovente, dal clima atmosferico e politico, in perfetto stile radicale, come non è bastato nemmeno l'apporto "massivo" che l'allora PDL aveva garantito ai 12 quesiti referendari proposti da Radicali Italiani. Nemmeno la firma di Silvio Berlusconi, in una contestatissima conferenza improvvisata ai banchetti con Marco Pannella, ha attratto abbastanza militanti di centrodestra ai banchetti.

L'insufficienza del numero delle firme presentate, spiegano in Cassazione, lasceranno tutti i referendum chiusi negli scatoloni in uno scantinato di piazza Cavour: buone nuove per il potere giudiziario dunque, che non vedrà toccate le norme in materia di responsabilità civile per i magistrati, di separazione delle carriere, di abolizione dei fuori ruolo in magistratura e, il quesito che ha raccolto meno sottoscrizioni, dell’ergastolo, e dello stop all’abuso di custodia cautelare in carcere.

I proclami sensazionalistici (i "5 milioni di firme raccolte" annunciate dal capogruppo PDL alla Camera Renato Brunetta) lasciano ora lo spazio all'amarezza dei militanti di via di Torre Argentina, dove il Partito Radicale vive, respira e porta avanti battaglie storiche nella totale solitudine.

Tutto come prima, a dimostrazione di come il Gattopardo (che non era Berlusconi, scopriamo increduli oggi) sia sempre in forma smagliante; durissimo il commento del neo-segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini, lasciato agli algoritmi di Facebook:

"Fa tristezza... troppo piccolo il margine di sicurezza, buona parte del PDL che ha remato contro Silvio Berlusconi, il PD, con l'attuale leader Renzi che considera i referendum una iattura, la Lega che, a parte una conferenza stampa di appoggio ha portato zero firme, il Movimento 5s che non ha sostenuto nemmeno il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti... e poi Scelta Civica = non pervenuta, SDI = non pervenuto, Sel = non ne parliamo. Il tutto immerso nel sistema a-democratico italiano, dove gli autenticatori non si trovano, i Comuni non fanno il loro dovere di consentire ai cittadini di firmare e consegnano le firme raccolte (se le consegnano) ben oltre il tempo massimo."

La Commissione per i referendum infatti si riunirà ancora lunedì prossimo, quando dovrà valutare cosa fare di altre firme, giunte dalla Calabria, depositate però oltre la scadenza dei termini (sottoscrizioni che non sarebbero ammissibili e, comunque sia, troppo poche per il minimo necessario).

Nei numeri forse si può leggere ancora l'immaturità italiana politica e civile, se ancora la politica è lo specchio della società, in materia di giustizia: il quesito che ha raccolto più firme, dicono fonti della Cassazione battute dalle agenzia stampa, sarebbe quello della responsabilità civile dei magistrati (420mila) mentre quello meno gettonato è stato quello sull'abolizione dell'ergastolo. Ma non è nemmeno qui il punto: il punto sono i diritti civili, che in Italia restano una iattura che il potere deve scongiurare, fino a soffocare nella culla ogni tentativo di normalizzazione del Paese (già in settembre, alla consegna delle firme in Cassazione, i Radicali avevano dato poche speranze sul raggiungimento della quota minima di sottoscrizioni nei quesiti sui diritti, mentre si dicevano certi di averne raccolte 530mila in materia di giustizia).

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