Forza Italia al Quirinale: "Aprire la crisi di governo"

Incontro con il Capo dello Stato, per ufficializzare il passaggio all'opposizione e dare un ultimatum a quanti ancora non hanno rassegnato le dimissioni da incarichi nell'esecutivo.

aggiornamento 20.27 In una nota gli esponenti di Forza Italia spiegano: "A Napolitano è stata manifestata la necessità di aprire una formale crisi di governo davanti al Parlamento, con le dimissioni del premier Letta". Inoltre sono stati segnalati "i comportamenti inaccettabili del presidente del Senato Grasso durante la seduta che ha votato la decadenza del senatore Berlusconi, evidenziando inaudite forzature". Il presidente della Repubblica ha subito risposto con un'altra nota: "Il Presidente della Repubblica Napolitano ha chiarito che ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulla legge di stabilità. Le forme e i tempi di tale passaggio saranno oggetto di una consultazione del Presidente della Repubblica con il Presidente del Consiglio".

aggiornamento 19.57 È terminato l'incontro tra i capigruppo di Forza Italia Romani e Brunetta con Giorgio Napolitano. I due hanno ribadito l'esigenza di aprire una crisi formale in Parlamento soprattutto alla luce della nuova maggioranza che si è venuta a formare dopo l'uscita di Forza Italia dalle fila dell'esecutivo. Un primo passo del pressing continuo che da oggi in avanti il partito del Cavaliere terrà nei confronti del governo Letta. Obiettivo: elezioni nel 2014.

Una delegazione di Forza Italia si è recata in Quirinale per incontrare il Capo dello Stato. L'incontro era stato chiesto ieri subito dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi e dovrebbe avere due obiettivi (ma se ne saprà di più non appena concluso): da una parte certificare l'uscita del partito dalle larghe intese del governo, dall'altra esprimere a Giorgio Napolitano "preoccupazione per la situazione politica del paese". La linea prospettata al Presidente della Repubblica sarà quindi di fine definitiva delle larghe intese e di ogni collaborazione del partito di Berlusconi con il governo. Si passa all'opposizione, punto e basta.

L'obiettivo dei berlusconiani, a questo punto, è quello di mettere in difficoltà l'esecutivo Letta giorno dopo giorno, nella speranza che si riesca ad arrivare in tempi brevi a nuove elezioni. Ma soprattutto servirà per certificare l'uscita dal governo comunicandola al Capo dello Stato, e in questo modo costringere quanti all'interno del partito del Cavaliere ne fanno ancora parte alle dimissioni.

"Chi non avrà firmato le dimissioni per tempo sarà da considerarsi fuori dal partito", hanno chiarito, contattando tutti gli esponenti governativi. "Le mie dimissioni dal governo sono già firmate", ha fatto sapere Micciché, sottosegretario che ha deciso di aderire a Fi. Non sono invece in discussione le presidenze delle commissioni; non così strettamente legate al far parte della maggioranza e di durata biennale: fino a quella scadenza i presidenti di commissioni che sono entrati in Fi potranno rimanere al loro posto.

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