Marò in India: De Mistura "Torneranno in Italia a testa alta"

L'inviato in India esclude categoricamente l'ipotesi della pena di morte: "Entro il 15 dicembre il giudice emetterà il capo d'accusa, poi ci sarà il processo che può durare tre mesi".

Si batte per la liberazione dei marò

Staffan De Mistura, l'inviato speciale del Governo italiano in India, rassicura sull'ipotesi della pena di morte per i due marò: "I nostri Girone e Latorre non rischiano in alcun modo una sentenza del genere. Del resto, c'è una dichiarazione del governo indiano, di ieri, e c'è quella scritta quando i due militari tornarono in India. Insomma, il caso non si pone".

De Mistura ha parlato alla trasmissione "Prima di tutto" su Radio 1: "Già in passato, quando si sollevò la questione di interrogare in India gli altri quattro fucilieri di Marina, la stampa indiana escluse che ciò potesse svolgersi lontano dal loro Paese. Ebbene, l'audizione avvenne poi in Italia, attraverso video conferenza. Il governo indiano mi ha detto: non date peso alle illazioni della nostra stampa, che è molto creativa, per usare un eufemismo, è drammatizzante. E questo è anche il caso di ieri".

Sempre l'inviato italiano: "Da parte nostra non ci sono dubbi. Noi vogliamo, e siamo convinti che sia giusto così, che la vicenda si concluda con i due fucilieri di marina che tornano a casa a testa alta, dopo aver passato 22, forse 24 mesi in India per un incidente avvenuto in acque internazionali mentre facevano il loro dovere. Anche se l'incidente è stato involontario, è capitato nel compimento del dovere da parte di Girone e Latorre, e in questi casi l'incidente può succedere. Ma tutto questo va provato".

De Mistura chiosa: "Noi abbiamo tenuto duro, ed è stato giusto così, sulla questione di interrogare gli altri quattro fucilieri, giacché ci saremmo trovati a quel punto ben sei nostri connazionale interrogati in India, un fatto inconcepibile, inaccettabile. Questo muro contro muro ha però dilatato i tempi, facendo passare tre mesi. Risolvere la questione entro Natale, che era la nostra speranza, sulla base delle indicazioni degli avvocati indiani, non sarà possibile. I familiari di Girone e Latorre potranno stare naturalmente con i loro cari, ma in India. Aspettiamo il rapporto della Nia, che equivale alla Digos indiana, Una volta arrivato questo rapporto, credo entro il 15 dicembre, a quel punto il giudice emetterà il capo d'accusa".

Questo "sarà un passo importante. Il capo d'accusa ci dirà in che direzione si vuole mandare il processo. Noi abbiamo argomenti su argomenti, siamo pronti ad affrontare qualunque circostanza, ma sarà un momento cruciale. Poi ci sarà il processo che può durare tre mesi. I nostri militari non rischiano in alcun modo la pena di morte, ribadisco questo concetto".

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