Ulisse Di Giacomo subentra in Senato a Berlusconi: "Sto con Alfano"

L'esponente molisano che sostituirà Silvio Berlusconi al Senato: "Resto con gli amici di sempre"

Ulisse Di Giacomo a Palazzo Madama non è un novellino: già senatore nella XVI e nella XVII Legislatura, ex assessore alla sanità regione Molise della terza giunta di Angelo Michele Iorio, è l'uomo che occuperà il posto di Silvio Berlusconi, decaduto, al Senato.

Primo dei non eletti in Molise (Berlusconi scelse, per la sua elezione, proprio il seggio molisano), per anni ha ricoperto il ruolo di coordinatore regionale del PDL, decidendo tuttavia di non aderire all'amarcord berlusconiana di Forza Italia: certamente in Senato lo si vedrà più spesso di Berlusconi, ma sembra che per Forza Italia la beffa si aggiunga al danno, se così si può chiamare il divorzio politico tra Berlusconi ed Alfano.

Di Giacomo infatti ha fatto presente (a dire il vero diverse settimane fa) di non essere intenzionato a seguire Berlusconi nella sua nuova avventura politica, preferendo restare "con gli amici di sempre": Alfano e Quagliariello.

"Io non aderirò a Forza Italia perché non ne condivido i toni, i contenuti, né i metodi. Rimango nel centrodestra, per cui rimango con gli amici di sempre: Alfano, Lupi e Quagliarello, che hanno dato vita a livello nazionale al movimento politico Nuovo Centrodestra italiano. Credo che sia un approdo naturale per me e credo che nel prossimo futuro questo partito rappresenterà il punto di riferimento di molti di quelli che votarono per Forza Italia. [...] Non c'è stato nessun contatto con Berlusconi, come non c'è stato nessun contatto al momento della campagna per le posizioni di lista in Molise. Io non fui informato personalmente, lo seppi da una nota di agenzia: credo che anche questo faccia parte del comportamento di un partito, non condivisibile."

Con queste parole, rilasciate a Repubblica.it, Di Giacomo ha comunicato in via ufficiale la sua collocazione a Palazzo Madama: un'ottima notizia per il governo di larghe intese, meno per l'opposizione forzista che, incalzata dal ritmo formigoniano, sembrerebbe sul punto di perdere altre pedine chiave al Senato.

Foto | Cerroni/Imagoeconomica

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