Germania: Il governo appeso al referendum dell'Spd


La conduttrice del telegiornale heute journal, Marietta Slomka, e il leader dell’Spd, Sigmar Gabriel, hanno dato vita ad uno scontro televisivo che sta facendo molto discutere in Germania. Il motivo del contendere è stato il referendum a cui potranno partecipare i 474 mila iscritti del partito Social Democratico. Questi saranno chiamati, il prossimo 15 dicembre, ad esprimersi sull'accordo siglato dai socialisti con la Cdu/Csu di Angela Merkel. Il patto, di 180 pagine, costituisce la base programmatica del futuro governo di Große Koalition.

Secondo la giornalista, il quesito referendario sarebbe anticostituzionale perché vincolerebbe la nascita di un governo al parere dei membri di un partito. Gabriel ha risposto seccamente a tale affermazione, sostenendo di non conoscere alcun costituzionalista che abbia sollevato dubbi in materia e che le perplessità di Slomka sono del tutto infondate. Quest'ultima, però, ha rincarato la dose, mettendo in difficoltà il leader socialdemocratico. "Che cosa potrebbe accadere se gli iscritti al partito bocciassero l'accordo programmatico?", ha chiesto polemicamente la giornalista. In realtà questa è una domanda che si pongono in molti, non solo in Germania.

Nel paese "guida" della Ue si è votato il 22 settembre scorso e non si è ancora messo in piedi un governo. La Cdu ha rischiato di centrare la maggioranza assoluta, ma ora sembra "ostaggio" della Spd, che ha raggiunto solo il 25% alle urne. Ovviamente per Merkel la strada del confronto paziente era obbligata. La Cancelliera sa perfettamente che le ipotesi di un inedito governo con i Verdi o di un governo di minoranza rischierebbero di portare la Germania all'impasse. Meno che mai si possono rischiare nuove elezioni, la Cdu potrebbe perdere i consensi accumulati ed Spd e partiti euroscettici potrebbero avvantaggiarsene.

Per il momento l'intervento della Corte Costituzionale sul referendum non sembra un'ipotesi attendibile, anche perché finirebbe per ritardare ancora di più la formazione di un nuovo esecutivo. Dunque non resta che aspettare dicembre.

Sottolineiamo, infine, che il clima di preoccupazione per l'esito della consultazione pare molto esasperato dai media generalisti. Un sondaggio del tabloid Bild, presentato la scorsa settimana, ha rivelato che il 49 % degli iscritti al partito di Gabriel si è mostrato favorevole all’intesa, mentre e il 44 % contrario. Bisogna segnalare, però, che l'indagine è stata svolta prima che fosse ratificato l'accordo tra Spd e Cdu. Ivi sono previste iniziative che vanno proprio nella direzione di accontentare l'elettorato socialista e che potrebbero, dunque, produrre un incremento dei consensi per un esecutivo di larghe intese. Nel patto di governo, infatti, è preventivato un aumento di spesa pubblica di 23 milioni di euro, comprensiva dell'introduzione del reddito minimo garantito e dell'abbassamento dell'età pensionabile da 67 a 63 anni.

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