Letta: "Dimissioni? Valuteremo". Quagliariello invita alla porta viceministri e sottosegretari FI

Il premier: "La nuova fiducia passerà attraverso una messa a punto del programma per il 2014"

Decaduto Berlusconi, per dare un corpo politico alla nuova maggioranza di governo serve ora una reale prova parlamentare, che non sia improntata su un voto di fiducia al maxiemendamento alla legge di Stabilità, ma su una vera e propria "mini-crisi" di governo.

Già prima del voto sulla decadenza Giorgio Napolitano aveva zittito i malumori in Forza Italia, che lamentavano come proprio quel voto di fiducia non potesse essere visto come il ponte dalla vecchia alla nuova maggioranza: "ci vuole il sangue" diceva scherzando un forzista in Transatlantico due giorni fa, riferendosi al passaggio parlamentare ad hoc (un voto di fiducia sul governo) per l'occasione. Poi il Quirinale, nella giornata di ieri, aveva sterzato un po', correggendo il tiro della sua posizione.

Enrico Letta, dal vertice europeo di Vilnius, è tornato sulla questione, paventando un possibile voto di fiducia, ma solo dopo l'8 dicembre (giorno di primarie per il Partito Democratico); il premier ha così risposto ad alcune domande dei giornalisti italiani, che gli chiedevano conto dell'eventualità di presentarsi da Napolitano dimissioni in mano, già da lunedì:

"Valuteremo insieme al capo dello Stato il percorso che sono certo consentirà un chiarimento tra le forze politiche, dove ognuno si assumerà le responsabilità. [...] Sicuramente si passerà attraverso una messa a punto del programma per il 2014. Il cambio di confine della maggioranza fa sì che con altri partner dobbiamo discutere per vedere su quali temi spingere di più. Nego che fino ad ora si sia fatto poco. [...] Dei passi in avanti sono stati fatti ma cambiare la Costituzione è una cosa molto difficile che ha bisogno di tempi e maggioranze molto ampie."

La nuova maggioranza andrà dunque all'estenuante prova della fiducia in Parlamento, come già avvenuto più volte (sia per l'intero esecutivo sia, più volte, per i singoli esponenti); certamente un passaggio chiave, che rivelerà progettualità e sopratutto crudi numeri, che potranno darci un quadro più chiaro sulla longevità di questo governo. Un punto fondamentale, nella nuova maggioranza, è rappresentato dalle poltrone o, meglio, dai glutei che le occupano: Gaetano Quagliariello, ministro degli Affari Costituzionali, questa mattina ad Agorà è tornato sull'argomento Forza Italia e governo, già toccato ieri sera da Roberto Formigoni ospite a Servizio Pubblico, ricordando che viceministri e sottosegretari di Forza Italia risultano ancora quasi tutti in carica.

"Le dimissioni degli esponenti di Forza Italia sarebbero opportune. Non si può essere sottosegretari di lotta e di governo."

Un tema non da poco, sul quale anche Letta sembra voler esser chiaro:

"La squadra del Consiglio dei ministri funziona, ovviamente ci sono le dimissioni dei sottosegretari e dei viceministri di Forza Italia; vedo che arrivano con il contagocce; non c’è una valanga. Ora torno in ufficio e controllo la casella di posta e le lettere di dimissioni arrivate, in seguito decideremo le sostituzioni necessarie."

ha detto oggi Letta con fare ironico ai giornalisti.

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