Berlusconi, Renzi, Grillo, “teatrino” fra ricatti e scandali. Napolitano con la valigia in mano?

Mentre il teatrino della politica avanza imperterrito nei suoi riti da “presa in giro”, la Corte dei Conti dice che “il finanziamento ai partiti è incostituzionale”, di fatto montagne di soldi rubati ai cittadini.

Più precisamente la Corte ha sollevato questione di legittimità su tutte le leggi in materia di finanziamento pubblico varate dal 1997 ad oggi, perché “attraverso artifici semantici hanno ripristinato i privilegi abrogati col referendum del 1993”. Capito? E’ la seconda Repubblica, bellezza!

Con il leader dei leader “decaduto” e a rischio manette, con il suo compare Bossi (&C) sotto inchiesta per fatti che – una volta accertati in tribunale – in qualsiasi Paese porterebbero diritto in gattabuia, con scandali e scandaletti ovunque, con istituzioni fallimentari, come dimostra il buco da quattro miliardi alla Regione Lazio.

Il tutto, con le caste dei privilegiati che fanno e disfano a loro piacimento, con una disuguaglianza che grida vendetta, con la disoccupazione giovanile al record storico del 41%, con Bankitalia che certifica il crollo degli stipendi dei lavoratori dipendenti, con artigiani e commercianti che abbassano le saracinesche, con gli imprenditori che portano i libri fallimentari in tribunale o delocalizzano le fabbriche all’estero.

Gli ultimi dati Istat sul lavoro sono un bollettino di guerra, con un tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2013 da record dei record: 11,3%, in crescita dell’1,5% su base annua. E’ il dato più alto del terzo trimestre dal 1977! Disfattismo? No, realismo, solo fotogrammi di una situazione che si abbatte sull’Italia come una scure, una crisi devastante che richiede misure straordinarie che, però, non arrivano neppure con questo governo, di nuovo a rischio per la verifica parlamentare.

E’ evidente che i berlusconiani – al pari dei grillino - giocano allo sfascio, sperando di mandare tutto all’aria e tornare alle urne in primavera. Solo così Berlusconi da una parte e Grillo dall’altro hanno speranza di fare il colpo gobbo. Impossibile? No, perché il Pd del leader annunciato Matteo Renzi non si sa cos’è e cosa vuole davvero e in caso di elezioni - quali alleanze? - il pipì potrebbe ripetersi: perdendo! Il “rottamatore” alza la voce per far pesare la forza del suo partito nell’esecutivo: ma è da stabilire se è solo propaganda intimidatoria ad uso interno (anche per cercare di togliere erba a Grillo) o se davvero c’è una proposta programmatica in grado di smuovere Letta e spingerlo sulla via delle riforme.

In questa situazione traballante, fallite le “larghe intese” e con le riforme inattuate (e inattuabili?), non è da escludere il nuovo colpo di scena, con il forfait di Giorgio Napolitano. Se davvero Berlusconi metterà i suoi parlamentari di traverso, bloccando di fatto tutto, e se Renzi soffierà sul fuoco invece di mettersi ai remi per spingere la barca del governo, il capo dello Stato potrebbe trarne le dovute conseguenze, cioè l’addio.

A quel punto, a che santo appellarsi?

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