Vatileaks: l'ingombrante assenza del cardinal Bertone

Vatileaks: l'ingombrante assenza del cardinal Bertone

La notizia che il papa ha ricevuto in udienza la Commissione cardinalizia incaricata di svolgere l'indagine amministrativa sulla fuga di notizie riservate - il cosiddetto caso Vatileaks – è stata riportata da moltissimi mezzi di informazione. Del resto si tratta di un qualcosa di ghiotto, sia per l'argomento in sé (il fascino del maggiordomo fedigrafo, la vulnerabilità di una istituzione millenaria) che per il fatto che, volenti o nolenti, sono notizie che riguardano anche l'Italia.

Il comunicato ufficiale della Sala Stampa vaticana, dopo aver reso noti i nomi di tutti i partecipanti, illustra brevemente cosa è avvenuto.

Scrivono dal Vaticano:

Il Santo Padre è stato informato sulle conclusioni in merito alle quali è pervenuta la Commissione Cardinalizia e sullo stato di avanzamento della procedura penale in corso. Egli ha ringraziato per le informazioni ricevute ed ha invitato la Magistratura Vaticana a proseguire il lavoro con solerzia.

Segue un elenco con altri nomi di persone presenti. La notizia è stata ripresa in prima pagina dall'Osservatore Romano che pubblica anche la foto dell'incontro: è la prima volta che viene dato un risalto così importante a una notizia del genere. Forse si vuol dare l'idea di chiarezza e trasparenza.

La “Commissione cardinalizia incaricata di svolgere l'indagine amministrativa sulla fuga di notizie riservate” incontra il papa a Castelgandolfo

Ma la foto è un'arma a doppio taglio: ai più attenti, infatti, non sfuggirà che tra tutti i presenti manca il cardinal Tarcisio Bertone. Nota Sandro Magister:

Non può non colpire l’assenza, dal summit, del segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, in vacanza nel suo Piemonte. Così come l’assenza di una spiegazione pubblica della sua assenza. Un summit sul governo – e sul malgoverno – della Santa Sede tenuto senza il suo primo ministro già basta per far notizia.

Si vuol far passare, invece, l'idea che tutto stia andando bene e che alla fine il maggiordomo è stato un po' birbantello. L'avvocato Carlo Fusco, difensore di Paolo Gabriele, racconta:

Gabriele ha ampiamente collaborato con gli inquirenti, tutto quello che doveva dire lo ha detto e quindi in caso di processo non ci sarano grosse rivelazioni. [La lettera scritta al papa] non è una richiesta di perdono in vista di un atto di clemenza ma semplicemente una corrispondenza tra persone che si conoscono bene, che trascorrevano gran parte della giornata insieme, anche se certamente una di queste due è una persona molto speciale come il Papa.

Il prossimo passo è previsto per il 6 o 7 agosto, quando il giudice istruttore Piero Bonnet chiuderà l'istruttoria formale e deciderà per il proscioglimento o il rinvio a giudizio.

Foto | © TM News

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