Zaia: "Il Veneto potrebbe adottare la Sicilia"

Tutta la lunga vicenda delle dimissioni di Raffaele Lombardo ha portato nuovamente sulla Sicilia, sui suoi conti disastrati e sulle spese folli della sua amministrazione, l'attenzione dell'opinione pubblica. E in particolare a ributtarsi sul divario nord-sud sono stati quelli della Lega Nord, che in questo momento di crisi economica stanno sfruttando la secolare vicenda settentrione vs meridione per superare la loro, di crisi.

Teutonici de noartri, i leghisti si sentono in dovere di sfoggiare il virtuosismo delle regioni nordiche rispetto a quelle del sud. E a volte lo fanno anche con uno sfacciato paternalismo. A inaugurare la figura del "leghista compassionevole nei confronti dei terroni" è Luca Zaia, governatore del Veneto, che in un'intervista a Libero lancia la proposta delle regioni settentrionali come tutor per quelle meridionali. Per insegnare a spendere bene i soldi messi a loro disposizione da quei centralisti di Roma.

"Il Sud e la Sicilia sono responsabili del disavanzo da 10 miliardi e 400 milioni della Sanità. E le prime vittime del malcostume sono i giovani siciliani. Le prime vittime sono loro se non riescono a capire che il taglio della spesa pubblica farebbe decollare la Sicilia. Sa cosa le dico? Se Monti ne avesse il coraggio, annuncio che in Veneto siamo disposti ad adottare la Sicilia. Ogni regione del Nord potrebbe adottarne una del Sud. Gli faremmo da tutor per sistemare i conti. Però useremmo i nostri parametri, non vogliamo ascoltare i pianti. È un problema culturale. Ai siciliani dico: l’occupazione non si crea solo con i posti pubblici. La Sicilia ha un patrimonio per il turismo che è unico. Cos’hanno più di lei alcune mete come la Grecia o Formentera?"

Un padre buono ma severo, che non vuole ascoltare pianti, ma che con mano ferma può insegnare ai poveri meridionali come si gestisce virtuosamente una regione. E fa una scoperta eccezionale: "La Sicilia ha un grande patrimonio turistico". Ma davvero? Queste sì che sono le geniali intuizioni leghiste, che infatti vengono da uno come Zaia, che nel becerume padano spicca senza troppo sforzo. Tutti sanno quali sono i costi standard delle regioni più virtuose in materia di sanità o dipendenti, ma non sono il Veneto o la Lombardia che possono adottare la Sicilia o la Calabria per insegnare loro a essere più brave. Deve essere lo Stato a rompere il circolo vizioso per cui la pubblica amministrazione funge da ammortizzatore sociale. Anche imponendo tagli e obbligando tutti a un tetto spese. I padri compassionevoli con la verità in tasca non credo sarebbero ben accetti.

Foto | ©TMNews

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