Porcellum incostituzionale, come sarebbe la Camera con il Mattarellum?

Alla Camera il centrodestra avrebbe primeggiato, ma non si sarebbero scongiurate le larghe intese

L'infografica proposta quest'oggi dal quotidiano laRepubblica mostra un'ipotetico esito delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 piuttosto differente da quanto è stato invece consegnato alla storia: la simulazione è stata realizzata da due docenti dell'Università di Roma Tre e mostra la composizione della Camera dei Deputati se alle urne si fosse votato con il precedente sistema elettorale, in vigore tra il 1993 ed il 2005, la legge Mattarella.

La differenza tra i due sistemi di voto impone di prendere con le dovute accortezze tale simulazione, in particolare perchè legata ad un sistema di collegi uninominali piuttosto complesso.

Il panorama che però ne emerge è, a ruoli invertiti, pressocchè identico: la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi avrebbe avuto 259 seggi alla Camera (solo 125 nel dato reale), contro i 235 del centrosinistra di Pierluigi Bersani (che ne ha conquistati 240), i 108 del M5s (109 quelli "veri") e i 15 di Scelta Civica con Monti (la coalizione che avrebbe avuto più danni dal Mattarellum, avendo conquistato ben 45 seggi con il Porcellum).

Le larghe intese di governo, posto che il Movimento 5 stelle non avrebbe voluto allearsi con nessuno, sarebbero state ugualmente necessarie, in barba a chi sostiene che l'attuale situazione di ingovernabilità e di grande coalizione siano dovute proprio alla legge elettorale vigente.

Il risultato sostanziale 30 + 30 + 30, con l'unica differenza che "a spuntarla" sarebbe stato Silvio Berlusconi, avrebbe infatti reso nuovamente necessaria la formazione di un esecutivo delle larghe intese.

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