Crisi dell'euro: il diario della crisi economica 2012

La crisi economica del 2012, che per molti è la crisi del debito, per altri è la crisi dell'Eurozona, per tutti è un evento che, da oltre un anno funesta le nostre vite, a colpi di misure restrittive, panico mediatico, nuove tasse, balzelli e una surreale attenzione nei confronti di oggetti virtuali come lo spread. Proviamo a seguire, in un diario estivo, l'evoluzione di questa crisi.

Sarà per poter dare un po' di ottimismo agli italiani almeno in tempo di vacanze, e quindi di consumi, sarà che la fiducia è fondamentale per innescare un meccanismo virtuoso, sarà per mille altri motivi, ma oggi Mario Monti è ottimista. Non solo per la crisi italiana, per cui ha già detto di "vedere la fine del tunnel", ma in generale per la crisi che dal 2008 coinvolge tutta l'Eurozona. Il nostro premier si trova in Francia per incontrare il presidente Hollande, con cui sta organizzando una manovra a tenaglia per provare - impresa ardua - a costringere Angela Merkel ad adottare le misure da loro pensate per riportare l'Eurozona sulla retta via.

E dall'Eliseo arrivano le parole di Monti, che sprizzano determinazione con l'aggiunta di quell'ottimismo che il primo ministro italiano ha deciso di darsi: "Nonostante il miglioramento della situazione nell'eurozona, è talmente vitale per tutti la posta in palio per la stabilità, la forza dell'eurozona e la sua capacità di contribuire alla crescita economica, che non possiamo permetterci un solo minuto di disattenzione". Parole che mettono assieme un po' di fiducia senza dimenticarsi mai di sottolineare come la situazione sia ancora di emergenza. Giusto per non dare ossigeno ai falchi della Bundesbank e alla loro avversione nei confronti di misure come il fondo salva stati e il paracadute salva spread.

Sulla stessa scia la dichiarazione congiunta Francia-Italia: "La Francia e l'Italia ribadiscono il proprio profondo attaccamento all'integrità della zona euro e sono determinate a fare di tutto per proteggerla". Parole d'ordine, adottate anche da Mario Draghi e dalla stessa Merkel. Già, la Merkel. Sta nell'atteggiamento della Cancelliera tedesca il nocciolo della questione, gli spiragli fatti vedere negli scorsi giorni avranno un seguito o si schianteranno contro l'opposizione degli elettori tedeschi, contro il rigore della Bundesbank? Oggi il tono cambia rispetto alle aperture dei giorni scorsi, grazie al niet opposto dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che è tornato a sottolineare come Berlino sia profondamente contraria all'idea di concedere al fondo la cosiddetta licenza bancaria.

Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann gli va dietro immediatamente: "Useremo tutte le nostre risorse, a tutti i livelli, per affermare le posizioni in cui crediamo e assicurare che l'unione monetaria rimanga un'unione improntata alla stabilità". Brutto segno, visto che già sappiamo quanto la Merkel sarebbe tentata di seguire quello che è stato definito "pensiero unico tedesco", ma anche come nei giorni scorsi abbia voluto dare prova di un europeismo che finora era stato piuttosto carente. E nel frattempo, nessuno si dimentichi quanto la Germania sta "guadagnando" dalla crisi, alle nostre spalle.

Foto | TM News

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