Elezioni politiche 2013 - E Antonio Di Pietro adesso che fa?

Ultimamente le mosse tattiche di Antonio Di Pietro non sembrano molto azzeccate. Prima si è fatto promotore della ormai logora Foto di Vasto, impiegando tutte le sue forze per riunire l'alleanza più naturale: il Pd con l'Idv e Sel. Ma quando sembrava tutto fatto, le rivoluzioni che nel 2012 hanno interessato la politica italiana hanno portato il Pd a interessarsi sempre più a una possibile Grande Coalizione anche per il dopo Monti. Primo flop. I mesi passano, Bersani tentenna, non si capisce quale sia la sua linea. E Di Pietro decide di sganciarsi una volta per tutte e dare il via all'inseguimento al Movimento Cinque Stelle: sparate quotidiane contro Napolitano, "Monti come Berlusconi", ecc. ecc. Fino a profilare la possibilità di un'alleanza dei "non allineati". Un nuovo polo in grado di mettere tutti gli altri partiti sottosopra e in particolare di far sudare davvero freddo il Pd. Risposte? No, grazie. Sia da Grillo che da Vendola.

Nel frattempo è tornato in campo Berlusconi. Risultato? La Grande Coalizione con Pd e Pdl alleati dell'Udc finisce in soffitta in tempo zero. Adesso i democratici si guardano intorno, ritrovano Nichi Vendola, si continua a ragionare con Casini, ma Di Pietro non può prendere parte al gioco. A furia di video con gli zombie in Parlamento e insulti che piovono da ogni parte, si è messo fuori dai giochi. E adesso non lo vuole più nessuno, o cambia qualcosa molto rapidamente, oppure il povero Tonino si dovrà accontentare di presentarsi alle elezioni da solo. Può anche continuare a dire che gli elettori del Pd "andranno da lui" e che quelli di Sel "non accetteranno mai l'alleanza con l'Udc", ma è più probabile che il tutto si risolva in un bagno di sangue per il suo partito.

E quindi? Può davvero finire così? Le ultime dichiarazioni di Di Pietro non sono concilianti: "Vendola ha tradito il centrosinistra", "mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini", "Sono dei furbacchioni in cerca di pubblicità". Il tutto gioca sul fatto che Casini sta prendendo tempo, e che certo un'alleanza tra Sel e Udc suona tutto tranne che naturale. Cosa avranno mai in comune? Ma se Di Pietro non sembra voler cedere, dalle parti dell'Idv continua a crescere l'insofferenza della linea isolazionista del loro leader. La posizione di Donadi, che è una sorta di numero 2 del partito, è: "L'Idv ha reso problematici i rapporti con gli alleati". Tradotto dal politichese vuol dire: "Di Pietro ha sbagliato tutto".

Non molto diverso il discorso di Pancho Pardi: "Bisogna assolutamente evitare il distacco da Vendola". E Barbato: "Va ristabilito un nuovo rapporto con Pd e Sel". Ma è ancora possibile? Sarà meglio che l'Italia dei Valori si metta a ridiscutere la propria linea. Ma alla svelta.

Foto | © TM News

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