Olimpiadi di Pechino: La Russa annuncia la tolleranza zero contro il doping

Bravo La Russa. Le Olimpiadi pechinesi si avvicinano a grandi passi e purtroppo (o per fortuna) i casi di doping si stanno moltiplicando a dismisura. Merito in parte della nuova politica di collaborazione tra gli organi preposti all'antidoping e le case farmaceutiche, che stanno inserendo dei "traccianti" nei prodotti inclusi nella lista nera. Ma merito anche della linea dura che il mondo dello sport sta tenendo contro quello che è il suo cancro, in ogni senso.

Il nostro paese disgraziatamente non è secondo a nessuno per numero di atleti drogati, e nell'ultimo mese abbiamo registrato le positività di Riccardo Riccò e (ancora da accertare) del suo compagno di squadra Leonardo Piepoli (ciclismo), dell'olimpionica ex-campionessa mondiale su strada Marta Bastianelli (ancora ciclismo) e ora, fatto assolutamente inedito e clamoroso per questa disciplina, dello schermidore ventiduenne Andrea Baldini, già sostituito con Cassarà ancor prima delle controanalisi.

Quest'ultimo ha l'aggravante di essere un militare dell'aeronautica, quindi a) pagato da noi; b) responsabile di essere venuto meno a quel minimo decoro e onestà che ci aspettiamo da un rappresentante delle Forze Armate. E oggi in qualità di Ministro della Difesa Ignazio la Russa ha detto a chiare lettere che se la positività di Andrea Baldini al Furosemide dovesse essere confermata dalle controanalisi, e le sue responsabilità appurate oltre ogni ragionevole dubbio, il fiorettista azzurro dell'Aeronautica militare sarà congedato anticipatamente dalla Forza Armata.

Sembrerà strano, ma ciò non era affatto automatico in passato, e bene ha fatto La Russa a imporre una linea di tolleranza zero che ci auguriamo sia rispettata anche in tutti gli altri casi simili, prevedendo la radiazione vita natural durante per tutti gli atleti dopati, e l'immediato congedo nel caso si tratti di membri di corpi sportivi militari. Ricordiamo infatti che in Italia la percentuale di sportivi professionisti pagati dallo Stato è tra le più alte nel mondo, secondo un modello mutuato (a piacere) dai paesi del cosiddetto socialismo reale o dai regimi autoritari di destra.

Ma su questo modello di politica sportiva da paese delle banane torneremo certamente a parlare a breve, vista l'ispirazione che ci viene dall'incombenza olimpica e dalla classica battaglia federale a base di medaglieri.

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