Elezioni politiche 2013: la legge elettorale è ancora in alto mare

legge elettorale
Mancano pochi giorni alla chiusura estiva delle Camere e non è ancora stata presentata la tanto sospirata bozza condivisa da Pd, Pdl e Udc per la riforma della legge elettorale: a questo punto sembra inevitabile che il tutto venga rimandato a settembre, nella speranza che ci sia nel frattempo un riavvicinamento delle posizioni.

Quella del Pdl è chiara. Gaetano Quagliariello ha presentato la proposta del partito di Berlusconi per superare il Porcellum: si tratta di un sistema a base proporzionale con 2/3 degli eletti sulla base delle preferenze e 1/3 con listino bloccato. Insomma, un compromesso per ridare agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti ma dando al tempo stesso ai partiti la prerogativa di scegliere un manipolo di fedelissimi. In più è prevista uno sbarramento al 5% per la Camera e dell'8% su base regionale al Senato.


Fin qui la bozza andrebbe bene anche al Pd, ma ci sono altri punti su cui il partito di Bersani non intende convergere, anche se nei giorni scorsi sembrava vicina una soluzione. Intanto c'è la percentuale di sbarramento, ma la cosa potrebbe essere superata inserendo una clausola (che piacerebbe anche alla Lega) che salverebbe i partiti che superano lo sbarramento in una sola regione. Il vero nodo è il premio di maggioranza, che nella bozza Pdl ammonta al 10% va al partito più votato.

In questo modo i partiti si presenterebbero alle elezioni da soli e dopo il voto si stringerebbero le eventuali alleanze, se il partito più votato non arrivasse alla maggioranza assoluta: nella situazione attuale, un viatico per un altro governo di grande coalizione. Il Pd in un primo momento sembrava disposto ad accettare questa formula, con qualche aggiustamento sull'entità del premio, ma ieri l'incontro tra Bersani e Vendola ha fatto saltare tutto: "Abbiamo un solo punto irrinunciabile, la sera del voto gli italiani devono sapere chi governerà" ha detto il leader del Pd. Quindi, niente premio di maggioranza al partito, ma alla coalizione vincente. Per il Pd, ora che è ufficiale l'alleanza con Sel (e con l'Udc?) è una garanzia di successo, ma il Pdl, che sembra destinato a correre da solo, non è disposto ad accettare così facilmente.

Foto | ©TMNews

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