Strage di Bologna, Fasanella (Panorama) a PolisBlog: "Doveroso continuare a cercare la verità"

Giovanni Fasanella (in foto), firma storica di Panorama, di recente, ha riscritto, per la Sperling&Kupfer, a quattro mani con Giovanni Pellegrino, presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi, "Segreto di Stato". Un libro che prova a far luce sui misteri italiani degli anni di piombo: dalle bombe di piazza Fontana, piazza della Loggia, Bologna ai morti dell'Italicus passando, ovviamente, per il caso Moro.
Polisblog lo ha incontrato per commentare le recenti polemiche sulla strage di Bologna suscitate, nei giorni scorsi, dalla richiesta di Gianfranco Fini di dissolvere "le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage".

Fasanella, ritiene "leciti" i dubbi espressi dal presidente della Camera?
"Dubitare è sempre lecito, a volte è anche necessario".

Cofferati insiste: "Le sentenze sono sentenze". Una revisione del processo è possibile?
"Le sentenze vanno rispettate, sempre. Ma questo non significa che non possano essere oggetto di pubblico dibattito. E comunque, quando i dubbi sulla verità giudiziaria sono così forti, come nel caso della strage di Bologna, si ha il dovere di continuare a cercare la verità almeno sul piano storico, politico e giornalistico. Quanto alla revisione del processo, purtroppo non bastano i dubbi per riaprirlo: occorrerebbe qualcosa di più consistente".

Dal suo osservatorio privilegiato, quale pensa sia la più "valida" tra le piste sondate in questi anni?
"C'è un legame, a mio avviso, tra Ustica e la strage di Bologna. Il limite più evidente dell'inchiesta giudiziaria su Bologna è l'incapacità di collocare i fatti nel loro contesto: la "guerra mediterranea" che in quel periodo contrapponeva l'Italia ad altri paesi europei, nostri alleati nel contesto della guerra fredda, ma nostri rivali nello scacchiere mediterraneo e in NordAfrica. Una guerra "indicibile" per ovvie ragioni. E questo potrebbe spiegare l'attività di depistaggio dei Servizi segreti italiani compiuta nei confronti dei magistrati che indagavano sulla strage".

Sabato Andrea Colombo su Liberazione, oggi Rossana Rossanda sulla Stampa. Sembra che anche la sinistra più estrema si sia accorta che le due verità (quella giudiziaria e quella cosiddetta "storica") non coincidono e che forse, la strage di Bologna non è poi così "fascista" quanto si sia creduto in questi anni …
"Non credo che la strage di Bologna sia "fascista", che cioè il movente sia di tipo politico-ideologico. La motivazione più profonda è da ricercare secondo me nei conflitti geopolitici dell'epoca. Ma la manovalanza e il retroterra organizzativo possono essere di estrema destra. Mambro e Fioravanti si professano innocenti. Non sono due mammolette, ma credo che siano sinceri. Lo sono fino in fondo?".

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