Pier Ferdinando Casini gran "mossiere"? Chi di tatticismo colpisce, di tatticismo perisce...

La politica, anche a sinistra – o più propriamente nel cosiddetto centro sinistra – si trastulla giocando a rimpiattino. Pier Luigi Bersani pensava di aver tirato fuori dal suo cilindro rappezzato il miglior … “coniglio” della figliata lanciando l’alleanza Pd-Sel aperta poi allo stralunato Casini. Da sinistra a destra, l’idea del segretario del Pd è stata rigettata ma anche nei partiti di Bersani e Vendola c’è stata subito una mezza rivolta, soprattutto contro l’abbraccio con Casini, il quale, da par suo ha gettato acqua sul fuoco rilanciando la sua frase migliore: “Sì, forse, ma però … si vedrà”. Anche se Casini giura di andare da solo alle elezioni, per una successiva alleanza di governo col Pd più Sel.

E Bersani, lanciato il sasso, ora guarda e tace. Insomma, siamo alla solita manfrina di una sinistra pasticciona e contraddittoria e di un centro che non c'è, un modo come un altro per passare l’agosto più afoso e … disorientare amici e nemici.

Chi di tatticismo colpisce, di tatticismo perisce. Vale in particolare per Casini, iper indaffarto da anni, fa e disfa, chiude l’Udc e lancia il Partito della Nazione per il grande Terzo Polo radunando tutti i centristi con il Listone dei moderati. Aria fritta, perché alla fine Pierferdy cambia tutto per lasciare tutto come prima, con l’ex allievo del mite Forlani padre padrone di una pattuglia che sul filo del 5% vuole tenere il mano il pallino e puntare, nei tanti “do ut des” con gli alleati di turno, verso il Quirinale.

Una volta tanto siamo d’accordo con il ragionamento del capogruppo Pdl alla Camera, Cicchitto, secondo il quale la stessa scelta del Pd di allearsi con Sel può avere «conseguenze devastanti sul nostro Paese vista la permanente gravità della situazione economica internazionale» visto che Sel e l'Udc «sul terreno del governo Monti e delle politiche economiche reali hanno finora espresso posizioni di segno opposto». Come «un coacervo di questo tipo possa assicurare una organica politica di governo è un mistero. Per di più non solo Vendola sfida Casini a liberarsi del liberismo, ma dichiara anche di voler recuperare al centrosinistra Di Pietro e l'Idv. Insomma - conclude Cicchitto - un pasticcio e un mistero».

Già. Tirando le somme, si capisce che l’idea di Casini della “grande coalizione” resta come luccichino per le allodole, perché dopo le elezioni in solitaria, l’alleanza (controversa) è pronta con Bersani e Vendola. Casini vuole dirigere il gioco dal centro. Ma rischia di rimanere stritolato fra l’incudine (Pdl) e il martello (Pd).

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