Casini, Buttiglione, Cesa: ma chi comanda - e perché - nell'Udc?

Visto che siamo in agosto, fa caldo e in estate è consentito attardarsi in riflessioni estemporanee su argomenti futili, torniamo a parlare di Pier Ferdinando Casini e dell'Udc. Ieri si diceva del rischio boomerang del suo esasperato tatticismo.

Oggi invece torniamo ad una mica piccola fissazione, che ancora non ha trovato risposta: chi comanda nell'Unione di centro e in base a quale mandato? Una domanda che forse anche Bersani dovrebbe farsi prima di stringere mani e firmare cambiali, politiche.

Senza andare troppo indietro nel tempo, partiamo da due articoli recenti, entrambi del Corriere della sera. Due interviste in cui: Casini annuncia Il mio partito correrà da solo, ma poi possibile alleanza con il Pd e Buttiglione chiarisce - giusto oggi - “Su Vendola l’Udc non ha veti, il patto si può fare”. A completare il quadro aggiungiamo le dichiarazioni di Lorenzo Cesa sull'esigenza di un Governo di larghe intese nel 2013. Bene. Il presidente del partito, Rocco Buttiglione e il segretario nazionale Lorenzo Cesa hanno delle idee su come andare verso le elezioni politiche del 2013.

Ma Casini, a che titolo parla? Pier Ferdinando è lo stesso Casini che, il 22 aprile, ha annunciato ufficialmente di aver lasciato la presidenza del gruppo parlamentare Udc. Casini è lo stesso che ha annunciato in tv di aver azzerato i vertici Udc (sempre senza spiegare chi glie ne avesse dato il potere) e di aver lanciato il Partito della nazione.

Ad oggi il sito dell'Udc riporta ancora le vecchie cariche, con Buttiglione e Cesa al comando, e Casini non risulta neppure citato e quindi, stando a quanto lì pubblicato, Pier Ferdinando è solo uno dei 43 componenti della direzione nazionale. Quindi, tornando al principio, chi e quando ha attribuito a Casini la facoltà di negoziare a nome di un partito del quale in aprile ha decretato lo scioglimento e l'azzeramento dei vertici politici?

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