L'inchiesta su Di Pietro: ma i soldi per tutte le sue case dove li ha presi?

Antonio Di Pietro, lo "studente-operaio" (definizione da lui stesso usata per controbattere Berlusconi che lo accusava di essersi laureato grazie a compiacenze varie) possiede un patrimonio immobiliare da nababbo. Queste le conclusioni della documentata inchiesta del Giornale, che solleva notevoli dubbi su come l'ex-pm abbia potuto permettersi l'acquisto di beni di tale valore. Alle accuse Di Pietro ha reagito con indignazione, senza tuttavia spiegare granché come vedremo poi, ma intanto vediamo di riepilogare le incursioni del politico molisano nel campo immobiliare, secondo l'articolo di Chiocci.

Già prima di entrare in politica, Di Pietro possiede una villetta con giardino a Curno, nella bergamasca, che amplia comprando un'altra villa adiacente di 8 locali. Nel 1995 compra un'abitazione da 300 mq a Busto Arsizio che gira al suo partito dopo aver acceso un mutuo per l'80% del valore. Quando viene eletto al parlamento europeo compra un bilocale a Bruxelles (cifra ignota) mentre nel 2002 si accasa a Roma in via Merulana, acquistando una casa di 180 mq e 8 locali per 650.000 euro (mutuo Bnl di 400.000 euro). Nel 2003 a Montenero di Bisaccia Di Pietro cede al figlio Cristiano un attico da 173 mq per valore di 300.000 euro.

Nello stesso anno l'ex-pm compra un appartamento di 190 mq nel centro di Bergamo, mentre la moglie ne compra uno adiacente da 48 mq (valore 800.000 euro). Nel 2004 se ne aggiunge uno in via Casati a Milano di 190 mq (620.000 euro) e uno di 190 mq a Roma (via Principe Eugenio, un milione e 50.000 euro) ambedue intestati alla Antocri, cioè la società da lui stesso creata con un capitale sociale iniziale di soli 50.000 euro. I due mutui contratti ammontano complessivamente a 660.000 euro circa, e in quest'ultima si trasferisce la sede dell'Italia dei Valori che versa l'affitto proprio alla Antocri.

Nel 2005 Di Pietro e consorte comprano altri tre appartamenti a Bergamo e cominciano anche a ristrutturare la tenuta di Montenero. Chiudiamo sottolineando che Tonino possiede il 50% di una srl bulgara, la Suko. Rimane insomma da capire come abbia potuto fare fronte, sia pure con infiniti mutui, ad acquisti per un valore totale ben superiore ai 4 milioni di euro, quando il parlamentare denuncia un reddito oscillante tra i 175.000 (nel 2005) e i 189.000 (2006).

La risposta di Di Pietro, pubblicata nel suo sito personale, dà appuntamento al Giornale in sede legale senza per ora fornire risposte. Il vulcanico leader Idv però non risparmia una stoccata a quello che definisce "il giornale di famiglia" affermando di aver usato anche i soldi incassati dalle numerose cause vinte nei suoi confronti. Se si tratti di una battuta o meno lo scopriremo presto. Si annuncia infatti una dura battaglia legale.

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