Monti e i 1200 punti di spread: una gaffe o un messaggio ai mercati?


"Con il governo precedente lo spread italiano sarebbe a 1200 punti o qualcosa del genere", questa la frase dell'intervista al Wall Street Journal che in questi giorni di mezza estate fanno (di nuovo) parlare di elezioni anticipate. Le vorrebbe Monti, secondo il Pdl, le vorrebbe il Pdl che cerca il casus belli, ci pensano gli altri partiti che vorrebbero approfittare della situazione per allontanare Monti dal partito che lo ha accettato a Palazzo Chigi.

È facile parlare di gaffe, o di un errore di valutazione da parte del premier che infatti ha subito telefonato a Berlusconi per scusarsi. E d'altronde, come fa notare Libero, le ultime dichiarazioni di Monti ai giornali internazionali non sono state particolarmente fortunate, vedi quella al Der Spiegel in cui invitava la Merkel e i leader europei a non dare troppo peso ai parlamenti. Ma se quella poteva essere effettivamente una sorta di lapsus freudiano, questa sui 1200 punti di spread sembra diversa.

Abituati all'esuberanza berlusconiana, tutte le dichiarazioni sopra le righe sembrano gaffe. O, al limite, frasi dettate dal nervosismo di fine corsa, come scrive l'altro quotidiano vicino all'ex premier, Il Giornale, secondo cui Monti starebbe attaccando il Cavaliere per corteggiare Pd e Udc. Ed è una tesi sposata dai pasdaran del Pdl, da Brunetta a Cicchitto e Sacconi, per scaricare il governo tecnico che infatti oggi è andato sotto in Parlamento, sia pure su un ordine del giorno secondario.

Dall'altra parte c'è un'interpretazione più articolata, riassunta da Stefano Folli sul Sole 24 Ore: Monti non parla per risentimento e neppure per aprire la strada alle elezioni anticipate, ma per farsi "politico", non nel senso di schierarsi, ma di diventare un punto di riferimento per gli europeisti e i moderati che, non solo in Italia, cercano una via che vada oltre i partiti tradizionali. In questo senso Monti lancerebbe un messaggio sia ai partiti che lo sostengono, sia ai mercati che sono ancora instabili anche per l'incertezza sul dopo-Monti.

Oltre a queste interpretazioni contrapposte ce n'è un'altra, più minimalista, riportata da Italia Oggi: l'intervista al WSJ, che è il risultato di una lunga conversazione telefonica datata 15 luglio, raccoglie solo una parte di un lunghissimo sborniato da cui i giornalisti hanno cercato di trarre le considerazioni più interessanti. E quella sui 1200 punti non appariva nella stesura originale perché era stata ritenuta una cosa scontata: Monti è arrivato a Palazzo Chigi perché l'Italia non facesse la fine della Grecia, e la Grecia aveva uno spread anche più alto. Una frase scontata, nel contesto di una lunga conversazione, che solo per un caso è stata pubblicata.

Foto |TMNews

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