Italia da record (alla rovescia): primi per tangenti, inefficienze e ingiustizie varie, ultimi per redditi

Tempo di Olimpiadi, tempi di record. Ma non solo sportivi. L’Italia, si sa, non si fa mancare niente anche se, almeno negli ultimi anni, siamo diventati un Paese alla rovescia: primi nelle classifiche negative e ultimi, o mal messi, in quelle positive. L’Italia è al … “comando”, fra i paesi più industrializzati, per tangenti, inefficienze, giustizia e qualità dell’amministrazione pubblica (dati Ufficio studi Confcommercio).

Il cittadino italiano paga più tasse di tutti mentre il politico italiano è primo per compensi e privilegi. Un governatore di una nostra regione che conta meno abitanti di una via di New York guadagna almeno dieci volte del presidente Usa Barak Obama. Abbiamo un Parlamento di nominati, trasformisti, inquisiti e “condannati”; partiti personali-padronali (o di stampo medioevale con feudatari e cricche varie) pieni di soldi (pubblici) e padroni di ogni poltrona istituzionale, incapaci persino di dare un governo al Paese tant’è che sono costretti a dire sì a un esecutivo “tecnico” come quello dei Prof.

Nella crisi c’è chi sguazza nelle ricchezze e nei privilegi e chi (i più) non riesce ad arrivare alla fine del mese. Siamo in una china pericolosa. Addirittura "Il reddito è tornato ai livelli di dieci anni fa". "La crisi – denuncia la Cgia di Mestre – ha fatto decurtare i risparmi del 26,4% a fronte di un aumento della spesa per i consumi finali (al lordo dell'inflazione) del +4%". Insomma: le famiglie italiane sono alle corde e spendono sempre meno, per questo "la situazione economica dei piccoli commercianti e degli artigiani si fa sempre più difficile".

La Cgia, infatti, ribadisce che gli effetti della crisi sono stati pesantissimi: tra il 2008 ed il 2011 la spesa delle famiglie italiane è aumentata del 4%, attestandosi sui 962,6 miliardi di euro. D'altro canto, i risparmi hanno subito una caduta verticale del 26,4%, scendendo a quota 93,5 miliardi di euro, mentre il reddito disponibile è rimasto pressoché uguale (+0,3%). Male, infine, il risultato emerso dall'andamento del potere d'acquisto che in questo quadriennio e' sceso del 3,7%. L'inflazione, poi, sempre tra il 2008 ed il 2011, ha fatto segnare un +5,2%. Tra il 2001 e il 2011, invece, la situazione ha visto registrare un aumento della spesa del 30,4%, una contrazione del risparmio del 16,5%, un incremento del reddito del 24,2%, una inflazione del +24% , mentre il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,5%. Col risultato che la disponibilità economica delle famiglie italiane è tornata ai livelli di 10 anni fa.

Intanto il governo, per fare cassa, è pronto a … svendere i gioielli (800 palazzi, castelli ecc.) di famiglia. Il Parlamento è chiuso per ferie. I partiti pensano solo al voto. Agli italiani non resta che sperare nella buona stella e fare la punta alla matita (dell’urna).

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