Finanziamenti ai partiti: a che punto è il piano di Giuliano Amato?


Sono passati più di tre mesi da quando il Governo Monti ha nominato tre consulenti esterni a cui affidare i tagli alla spesa, gli aiuti alle imprese e la riforma dei rimborsi elettorali. Da allora solo la prima parte si è concretizzata in una legge, la spending review. Sulle imprese, il supertecnico Francesco Giavazzi ha stilato una relazione da cui si attendono sviluppi. Sulla questione dei soldi ai partiti si attende ancora il piano di Giuliano Amato, nominato, non senza code polemiche, consulente sul tema.

Il Corriere della sera ha anticipato quello che dovrebbe essere il frutto dei tre mesi di lavoro dell'ex braccio destro di Bettino Craxi, ex presidente del Consiglio (2 volte), ex ministro dell'Economia, incaricato di "fornire analisi orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all’articolo 49 della Costituzione". Si tratta di dieci punti, che non sono neanche vere e proprie proposte: se il piano dovesse essere tutto qui, sarebbe una grossa delusione, soprattutto perché si tratta di uno dei piani di risparmio che dovrebbero evitare l'aumento dell'Iva l'anno prossimo. Vediamo in sintesi i 10 punti.

1) Nuova legge di disciplina: occorre una nuova legge, ma questo si sa già, solo che i partiti non sono stati ancora in grado di esprimerla.
2) Rimborsi elettorali: il sistema dei rimborsi, come emerso dagli scandali Lega Nord e Margherita, non funziona. Va rivisto e i rimborsi vanno commisurati ai voti.
3) Finanziamento diretto: si può ottenere, ma deve essere commisurato a quanto i partiti ottengono da "erogazioni liberali", per evitare che nascano partiti al solo scopo di ottenere soldi pubblici.
4) Finanziamenti privati: si possono introdurre, non solo da parte di persone fisiche ma anche di persone giuridiche, con certi limiti e trasparenza.
5) Accesso ai servizi: per ridurre il ricorso al finanziamento diretto, i partiti potrebbero avere accesso facilitato a servizi e luoghi pubblici (ad esempio sale convegni).
6) Scioglimento dei partiti: allo scioglimento di un partito deve cessare immediatamente la contribuzione. Il caso Margherita insegna.
7) Più controllo: un'altra dichiarazione di intenti piuttosto scontata: la Corte dei Conti deve avere più potere di controllo sui bilanci dei partiti.
8) Limiti alla liquidità: ai partiti non dovrebbe essere permesso accumulare liquidità oltre una certa somma.
9) Lobby: in Italia siamo ancora indietro sulla regolamentazione delle lobby, bisognerebbe intervenire (come?).
10) Trasparenza: sull'esempio degli Usa, Amato consiglia di aprire un sito internet che renda pubblici i finanziamenti e i finanziatori di ciascun partito e di ciascun candidato.

Foto |TMNews

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