Corea del Nord, lo zio di Kim Jong-un arrestato e giustiziato

Jang Song-thaek, considerato il mentore del dittatore Kim Jong-un, è stato accusato di corruzione, abuso di droghe e di rapporti illegittimi con le donne

Jang Song-thaek, zio del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, suo mentore e uomo chiave di Pyonyang nei rapporti diplomatici ed economici con Pechino, è stato arrestato durante una riunione pubblica del partito comunista tenutasi l’8 dicembre a Pyongyang presso l'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea.

Le immagini hanno fatto il giro di tutto il Paese e sono state trasmesse anche dalla tv di stato in Corea del Sud: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale del regime nordcoreano Kcna, Jang Song-thaek è accusato di corruzione, abuso di droghe e di rapporti illegittimi con le donne e per questo privato di tutti gli incarichi pubblici e della tessera del partito comunista.

Un fatto rarissimo, l'arresto di un importante esponente politico membro della famiglia di Kim in diretta Tv e con un ampissima eco mediatica, che secondo la Bbc, come riporta anche Internazionale, potrebbe significare l'inizio di una fase di una grande purga all'interno del partito comunista, a partire dallo spirito riformista di Jang Song-thaek.

Secondo quanto riporta questa mattina il sito China.org (organo del China Internet Information Center, portale ufficiale di informazioni del governo di Pechino) l'importante dirigente comunista nordcoreano sarebbe già stato giustiziato, una notizia che però al momento non ha trovato conferma.

"Il nostro partito non potrà mai perdonare a nessuno lo sfidare la sua leadership e il violare gli interessi dello Stato e delle persone, in violazione così del principio della rivoluzione, indipendentemente dalla sua posizione e meriti."

avrebbe detto la televisione KCNA.

Occorre pesare bene le parole quando si parla di Corea del Nord: spesso la disinformazione è dietro l'angolo, vittima della propaganda nordcoreana da un lato e da quella sudcoreana dall'altro. E' infatti capitato spesso che i media occidentali riportassero la notizia di esecuzioni sommarie, purghe staliniane e intensissima e violenta repressione (come ad esempio l'esecuzione dell'ex fidanzata di Kim Jong-un, notizia data in tutto l'occidente da tutti i più importanti media internazionali, ma mai verificata veramente da nessuno anche se data per certa), spesso fuoriuscita deliberatamente dal sistema propagandistico sudcoreano, che punta a delegittimare il regime di Pyongyang anche in questo modo.

In questo caso balza all'occhio la discrepanza tra date: la riunione del partito comunista della Corea del Nord si è infatti tenuta l'8 dicembre, le immagini sono invece state diffuse il 9 (ieri), mentre sul sito cinese è chiaramente scritto che l'esecuzione del dirigente nordcoreano, e zio di Kim, sarebbe avvenuta il 5 dicembre. Una discrepanza importante, che mina la fondatezza della notizia e impone a tutti la dovuta cautela.

Trattandosi infatti del paese più chiuso del mondo e del regime più tentacolare ancora esistente, è infatti facile cadere in falsi clamorosi, che vengono riportati come oro colato.

Foto | Xinhua

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