Scarcerata l'ex-Br Marina Petrella

La corte d'appello di Versailles ha disposto la scarcerazione dell'ex-terrorista Marina Petrella che soffrirebbe di gravi turbe psichiche e di "sindrome suicida". La Petrella, che dovrebbe prima o poi essere estradata ma si sa come sono sempre andate queste cose tra Italia e Francia, era stata arrestata nel 2007 in Val d'Oise in seguito a un normale controllo stradale, e da allora si batte contro il ritorno forzato nel nostro paese.

Il motivo è semplice. Su di lei pende una condanna per omicidio, oltre ad altre bazzecole tipo sequestro, tentato omicidio, rapina a mano armata eccetera eccetera. Membro della colonna romana delle Brigate Rosse, la Petrella ha partecipato attivamente al sequestro Moro, ed era già stata arrestata nel 1982, per poi essere incredibilmente rilasciata per decorrenza dei termini nel 1986. Nel 1993 la fuga in Francia per sfruttare la dottrina Mitterrand che le permetteva di vivervi liberamente nonostante la condanna per omicidio di un agente di polizia emessa nel 1992.

Nel 2002, cambiato il clima, l'Italia può finalmente chiedere l'estradizione, e 5 anni dopo l'ex-terrorista viene catturata e imprigionata a Fresnes. Ma ciò non prelude alla consegna, anzi, nel luglio 2008 il presidente francese Sarkozy dichiara di essere disposto a concedere l'estradizione della Petrella a patto che il Governo italiano le conceda la grazia per motivi di salute (ehh?!) e a quanto pare Carla Bruni e sorella si sarebbero associate alla richiesta (un bel chissenefrega?)

A parte l'ennesima penosa incursione della famiglia Bruni in fatti che non la riguardano minimamente, urge ricordare che la Petrella è stata un'efferata assassina, che non si è mai pentita e ha anzi dichiarato a più riprese che “Solo il mio cadavere tornerà in Italia”. Che la sua attuale malattia sia un'invenzione o meno, non si può perdonare. Ha ucciso, sequestrato ed è fuggita per non scontare la pena come un ladruncolo qualunque, e come tale va trattata. Che marcisca in galera fino alla fine dei suoi giorni. Forse questo le darà modo di riflettere sulla vita che ha condotto.

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