Cattolici, pronta la nuova DC? Il Cardinale Bagnasco spinge. Ma dove sono i "professorini" Dossetti, La Pira, Fanfani, Moro?

Insiste il Cardinale Angelo Bagnasco, per spingere i cattolici nell’agone politico. Il presidente della Cei sembra andare oltre l’auspicio: “In politica i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati”. C’è chi la considera l’ennesima ingerenza della Chiesa in politica e chi, invece, apprezza l’appello dei vescovi per superare il ventennio della seconda Repubblica, il berlusconismo e l’antiberlusconismo, il bipolarismo made in Italy.

Che significa in pratica? Il nuovo partito unico dei cattolici? Non sono pochi i nostalgici che puntano a rifare, sic et simpliciter, la Democrazia Cristiana. Ma nei cantieri aperti, in primis quello della (ex?) Udc di Casini, si punta a presentare in autunno un nuovo soggetto politico che vada oltre la DC, pur conservandone ideali e capacità di alleanze e di governo. Fra i cattolici (e non) la partita è aperta.

Casini annuncia una vera e propria costituente per una “cosa nuova” dove tutti – partiti e singoli esponenti della politica e della società civile – devono fare un passo indietro, legittimando così il nuovo. Il messaggio è (abbastanza) chiaro ed è rivolto ai Montezemolo, ai Passera, a quelli del Pdl (escluso il “nemico” Berlusconi): “Abbassate il vostro protagonismo, non siete i primi ad aver pensato alla ricostruzione della politica e del Paese, siamo stati noi centristi con l’Udc ad aver contrastato il bipolarismo coatto, una resistenza che ha portato alla caduta di Berlusconi e Bossi, al governo Monti, e oggi alla ricomposizione politica con un nuovo partito moderato baricentro di alleanze che guardano al Pd, un nuovo partito addirittura a vocazione maggioritaria” .

Più o meno è questo il ragionamento dei centristi. Vale la pena ricordare che la grande stagione dei cattolici nella vita pubblica italiana ebbe il suo punto più alto nella Costituente, con il contributo soprattutto dei “professorini" (Dossetti, La Pira, Fanfani, Moro) che incardinavano nel testo approvato i principi del pensiero comunitario di Mounier e di Maritain.

Precisa il deputato centrista Api, ex Dc Pino Pisicchio:“Era una cultura cattolica viva e moderna, cresciuta nel crogiuolo dell’intellettualità dell’Azione Cattolica e della FUCI (il giansenismo montiano). La forma partito democristiana fornì la proiezione istituzionale di quella cultura. Ma il vero lievito del cattolicesimo politico, quello che si tradusse nella centralità democristiana, è stato il sistema proporzionale”.

Dov’è oggi un gruppo come quello dei “professorini”? Dov’è oggi un Parlamento che passa dal “porcellum” a un proporzionale puro? Forse lo sbocco è già scritto: dopo nuovi voli pindarici, Casini rifarà una Udc riverniciata, alleandosi con il Pd. Per cambiare l’Italia? Sicuramente per occupare poltrone. Soprattutto per occupare, per se stesso, quella del Colle.

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