Elezioni politiche 2013: il Pd fa già la squadra di governo

Elezioni politiche 2013: Pd, la squadra di governo

Elezioni politiche 2013: mentre c'è chi vaneggia di grandi coalizioni, di patti pre-elettorali che dovrebbero vincolare chiunque vinca, mentre Silvio Berlusconi deve ancora sciogliere la riserva (si candida o no?), mentre Maroni vuole il referendum contro l'euro accorpato alle consultazioni, c'è anche il Partito Democratico che si muove.

Sorprendentemente, senza aver fatto nulla per meritarselo, il partito di Bersani si ritrova accreditato di un 30% potenziale se si andasse alle urne subito. E così, senza passare dalle primarie, senza ritegno per chi chiede cambiamento, senza consultare la base, senza niente di democratico, insomma, il Pd avrebbe già deciso tutto e si starebbe già spartendo gli incarichi di Governo. Lo "scoop" arriva dal Foglio di Giuliano Ferrara, poi ripreso dal Fatto quotidiano. Nessuno cita fonti, se non anonime gole profonde.

E quale sarebbe, allora, questa squadra di Governo che il Pd ha già pronta nel cassetto? Eccola qui, la lista piena di "a volte ritornano":

Pierluigi Bersani: a Palazzo Chigi come premier e Ministro dell'Economia
Valter Veltroni: Presidente della Camera
Massimo D'Alema: Ministro degli Esteri e Commissario Europeo
Rosi Bindi: vicepremier
Enrico Letta: Ministro per lo Sviluppo Economico

In quest'ottica, la segreteria del partito dovrebbe passare a Dario Franceschini.

Se le voci lanciate dai due quotidiani fossero vere (il foglietto presunto su cui sono scritti i nomi della squadra è già stato ribattezzato il papello del Pd dal Foglio), semplicemente non si potrebbe che constatare come il Partito Democratico non sia in grado di imparare dai propri errori.

C'è l'eterno ritorno di D'Alema, quello di Veltroni, c'è l'immancabile Enrico Letta, garanzia di continuità con il passato (anche quello di destra) grazie alla parentela con zio Gianni e di testa di ponte per il futuro.

C'è, insomma, tutto il senso più deteriore della politica italiana, svuotata di ogni significato. Così come suonano vuote quelle parole che si leggono dietro Bersani nella foto: Italia bene comune? Se lo fosse, si dovrebbero fare le primarie. Ricostruzione? Non può essere affidata a chi è responsabile delle macerie. Cambiamento? Non se ne vede l'ombra.

Foto | TM News

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