Il "sobrio" Ferragosto dell'era Monti


Sono lontani i tempi in cui nel mese di agosto la politica si spostava nei luoghi delle vacanze vip e sulle pagine dei giornali, anziché le cronache parlamentari si parlava di gossip politico, di alleanze impossibili, di cambi di maggioranza e di scandali. In questo primo (e unico?) Ferragosto nell'era della sobrietà è tutto un rimpiangere il passato. La Stampa in un lungo articolo ricorda la bandana di Berlusconi con Blair, ma anche le vacanze sulla Croma di Romano Prodi, mentre Dagospia rispolvera le foto di Casini paparazzato in barca.

C'è chi poi non si accontenta della nostalgia e prova il revival: è Libero, che è partito all'attacco di Gianfranco Fini per la scorta alloggiata in un albergo di Orbetello a spese dei contribuenti. Certo, nulla a che vedere con quello che successe due anni fa con la casa a Montecarlo, all'indomani dell'uscita di Fini dal Pdl, ma è comunque l'unico avvenimento in grado di rinverdire i fasti del passato. Anche perché, come da tradizione, le smentite di Fini sono state passate al setaccio dal quotidiano di Belpietro per dire che, no, Fini non poteva non sapere.

Poi c'è il Movimento 5 Stelle, che debutta sul palcoscenico estivo per lo "scandalo" delle interviste pagate in Emilia Romagna. Lo fanno tutti, lo fa anche il consigliere grillino Favia, ma Beppe Grillo lo stigmatizza attaccando però chi fomenta l'odio verso i 5 Stelle. Anche questa, normale amministrazione se non fosse per la cronica mancanza di notizie a Camere chiuse.

Non mancano le prove tecniche di sfiducia al governo, un altro grande classico. Il Pdl prepara una mozione contro la Severino (ufficialmente per i tagli alla Giustizia, in realtà perché i berlusconiani vogliono affossare il ddl anticorruzione), che rinverdirebbe l'alleanza con la Lega e metterebbe nei guai il governo. Anche questa sembra una suggestione di Ferragosto, come la lista dei ministri di un futuro governo Bersani.

E in mancanza di Berlusconi, al suo primo agosto lontano dai riflettori, si fanno avanti i nuovi pasdaran, come Maria Rosaria Rossi che rilascia al Fatto un'intervista sul suo "lato B". Ma si fanno avanti anche quelli costantemente in cerca di visibilità, che a Ferragosto hanno un'occasione d'oro per farsi notare: è il caso di Luigi De Magistris, che al Mattino rivela di voler aprire a Napoli un quartiere a luci rosse, o di Matteo Renzi, che invia una lettera durissima al ministro dei Beni Culturali Ornaghi perché la Sovrintendenza non gli ha permesso di smantellare gli affreschi del Vasari per cercare la "Battaglia di Anghiari" di Leonardo. Ma siamo proprio sicuri che sia un'estate sobria?

Foto |TMNews

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