Irlanda: da oggi primo paese affrancato della zona euro

La Repubblica d'Irlanda recupera ufficialmente la sua indipendenza finanziaria, conquistata a duro prezzo.

C'è aria di moderato ottimismo in Irlanda, da oggi primo paese della zona euro che si è affrancato dall'assistenza finanziaria degli altri membri dell'Unione. Indipendenza finanziaria riconquistata a pochi giorni dal Natale con le ultime tranches di aiuti erogati dai paesi comunitari e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) questa settimana. Un risultato costato grandi sacrifici ai 4,6 milioni di abitanti del paese che è stato costretto a ricorrere nel 2010 al piano di aiuti internazionali per sopravvivere all'esplosione della bolla immobiliare che aveva devastato il settore bancario. 85 miliardi di euro pagati a caro prezzo e quasi oscurati dall'entusiasmo delle dichiarazioni del primo ministro Enda Kenny, in un'intervista all'Irish Times pubblicata venerdì:

La nostra credibilità sulla scena internazionale è stata restaurata.

Frasi che segnano il termine ufficiale del programma di aiuti che dovrebbe essere ulteriormente sottolineato dall'intervento televisivo di stasera, durante il quale Kenny si rivolgerà alla popolazione messa duramente alla prova dall'innalzamento delle tasse e dalle riforme draconiane volte a ridurre la spesa pubblica e a raddrizzare l'antica e ruggente "tigre celtica".
Nonostante riesca ad ottenere tassi di prestito inferiori a quelli di Italia e Spagna l'Irlanda arranca nella crescita e le ombre non si dissipano sull'isola, la cui economia legata all'esportazione la rende estremamente dipendente dai partner commerciali della zona euro, con un territorio segnato dallo scarso potere d'acquisto e da una forte spinta verso l'emigrazione che tenta soprattutto i più giovani (la metà dei cittadini tra i 18-24 prevedono di emigrare secondo i dati dell'ultimo rapporto NYCI) a causa di un elevato tasso di disoccupazione (al 12,8%).
Già indicata come modello per Cipro, la Grecia e il Portogallo, i tre stati europei sottoposti ad assistenza finanziaria, resta una "sorvegliata speciale" fino al rimborso del 75% degli aiuti accordati anche se il governo, piuttosto fiducioso, ha rinunciato a chiedere una linea di credito precauzionale, per ammortizzare eventuali colpi in un prossimo futuro continuando sulla strada spinata dell'austerity i cui effetti, nascosti con tristi trompe-l'œil che avevano fatto il giro del mondo solo qualche mese fa in tempi di G8, non sono poi così lontani.

Photo by ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | independent.ie

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