Laura Boldrini e il volo di stato per il Sudafrica. Cos'è successo?

Nessuna spesa aggiuntiva, visto che il volo si sarebbe fatto lo stesso. Ma Clemente Mastella non ci sta.

Presidente della Camera

La questione del volo di stato per il Sudafrica sul quale Laura Boldrini ha imbarcato anche il fidanzato si sta rilevando per quello che è: una bufala che solo in tempi di esasperata anti-casta può trovare spazio e credibilità. Non perché Laura Boldrini non abbia effettivamente viaggiato con lo staff e il compagno, ma perché questo non ha comportato alcuna spesa aggiuntiva per il bilancio della Camera dei Deputati.

Il tutto nasce nel momento in cui Laura Boldrini decide di non perdersi l'evento storico del memorial in onore di Nelson Mandela e sfrutta il passaggio della presidenza del Consiglio. Il Giornale va all'attacco:

Non ci è andata da sola, ma sull’aereo di Stato, gentilmente offerto da Palazzo Chigi e usato come taxi per Johannesburg,ha portato anche il portavoce, il responsabile della comunicazione, la consigliera per le relazioni internazionali, la scorta. E poi il fidanzato, Vittorio Longhi, giornalista esperto di migranti e Terzo mondo.Tutti sul volo di Stato (che può costare anche 18mila euro l’ora, mentre le piazze italiane ribollono di proteste e rabbia contro i privilegi della casta, i soldi che non ci sono più…),in una indimenticabile gita al Mandela Memorial.

Laura Boldrini ha risposto alle accuse sottolineando come si sia voluto insistere sul fatto che abbia viaggiato con il compagno, mentre nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione il fatto che un politico sia accompagnato dalla moglie. Un attacco sessista, quindi, nella lettura della presidente della Camera. E i soldi? Boldrini spiega: "La delegazione ha viaggiato di notte, sia all’andata che al ritorno, anche perché urgeva essere di ritorno a Montecitorio per non tralasciare i lavori d’aula. Infine, nessuna indennità di missione. Dov’è il problema, posto che la sua presenza (del fidanzato, ndr) non è costata un euro? Ed è bene che si sappia che, quando nei mesi scorsi ha avuto la possibilità di accompagnarmi in qualche altra missione, si è sempre pagato di tasca sua – come è giusto – il viaggio in aereo di linea o in treno (i mezzi che uso più frequentemente per spostarmi)".

In effetti, posto che il volo di stato si sarebbe fatto, non si capisce quale sia il problema nell'imbarcare altre persone. Non è che bisogna pagare il biglietto, al limite il peso in più può aver comportato un maggiore consumo di benzina. Ma, insomma, guardare al centesimo non serve davvero a nulla. A essersi arrabbiato per la vicenda è però Clemente Mastella, che nel 2007 fu davvero travolto dalle polemiche per il volo di stato con il figlio e l'allora vicepremier Rutelli per andare a vedere il Gp di Monza.

Mastella fu messo in croce, salvo essere assolto dalla Corte dei Conti che spiegò come non ci fosse stato alcun danno erariale. E adesso ha un po' di sassolini nella scarpa da togliersi, in una lettera al Corriere della Sera: "Non solo non ci fu alcun aggravio per lo Stato ma, invece, ci fu un risparmio, visto che dei due voli previsti ce ne fu uno solo. Tornando alla presenza del compagno della presidente Boldrini e dei suoi collaboratori alle esequie di Mandela, è stato chiarito che non c’è stato alcun costo aggiuntivo. Esattamente come era stato assicurato per mio figlio. Allora, però, zelanti catoniani giornalisti non ne tennero assolutamente conto. Se questa, oggi, è una scusante, avrebbe dovuto esserla anche per me".

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