Crisi addio? Anche Moody's ottimista. I partiti "chiusi" per ferie ...

Cantava nella tv in bianco e nero a un solo canale Renato Rascel: “Fischia il vento infuria la bufera”. Adesso, in questa estate col solleone da fusione, arriva, inaspettata e corroborante un filo d’aria nuova. Cambia il vento? Sì, stando alle previsioni dell’Agenzia internazionale Moody’s (quella che ogni giorno terrorizza gli italiani, e non solo loro) che vede la fine della crisi: “Nel 2013”. Forse Monti e Passera si sono agganciati a Moody’s per annunciare al Meeting di CL a Rimini: “L’uscita dal tunnel”.

E i partiti? Già, i partiti. Nove mesi fa se ne sono lavati le mani, con l’assist presidenziale di Giorgio Napolitano hanno lasciato la patata bollente della crisi italiana a Monti e al suo governo dei tecnici. Si rifiutarono – chi se lo ricorda? – persino di inserire qualche politico nella compagine dei tecnici, lasciando a Monti l’onere di togliere tutte le castagne dal fuoco.

Chiesero tempo per riformare la politica, per rifare i partiti, ridarsi una credibilità sotto i colpi sempre più pesanti dell’antipolitica. A che punto stanno i cantieri del Pdl, Pd, Terzo Polo, M5S, Sel ecc? Solito cartello: “Lavori in corso”, “Vietato entrare”.

Di fatto sono solo impegnati a riverniciare le antiche insegne arrugginite, a cambiare contenitori alla vecchia mercanzia, scaduta e tarlata. Sono certi che ancora una volta gli italiani seguiranno il solito pifferaio da una parte, e dall’altra, un altro pifferaio che grida contro quello che avanza in senso opposto.

Fallita la seconda Repubblica? Fallito il Bipolarismo? Falliti i partiti mangiasoldi? Ci fosse uno che paga. Resta tutto come prima, solo scambi di poltrone. Neppure il contentino del: “Ci siamo sbagliati”.

Un esempio? Da (almeno) nove mesi, dato la vergogna del “porcellum” ci promettono la nuova legge elettorale. Non c’è stata settimana che un esponente del Pdl, del Pd, dell’Udc non annunciasse il lieto evento, l’accordo raggiunto sulle nuove regole del voto, ridando agli italiani almeno il potere di decidere chi mandare in Parlamento. L’ennesimo bluff. E su tutto il resto, su come fare uscire l’Italia dalla crisi, buio totale. Poi se uno critica questo andazzo viene bollato: "qualunquista!".

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