Napolitano: "Rischio tensioni sociali, massima allerta"

Messaggio del Capo dello Stato: "Rischio diffuso di tensioni e scosse sociali, l'Italia deve vigilare". E riprende la politica sulla lentezza delle riforme

Nel corso della cerimonia degli auguri alle più alte cariche dello Stato, svoltasi nel tardo pomeriggio di lunedì 16 dicembre, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha ribadito alcuni concetti già espressi più volte nel recente passato ma divenuti di vitale importanza per la vita del governo cui tiene tanto.

Legge elettorale in senso maggioritario, nessuna crisi di governo e no ad elezioni anticipate, con un'occhio attento alle recenti tensioni di piazza (sia al malessere manifestato che alle macchie nere di antisemitismo), che ha richiamato al rispetto della legge e della libertà altrui.

Il Capo dello Stato è tornato anche sul suo secondo "gravoso" mandato:

"Nel ringraziare il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni per la fiducia largamente accordatami, ebbi modo di indicare inequivocabilmente i limiti entro cui potevo impegnarmi a svolgere ancora il mandato di presidente. Anche di quei limiti credo abbiate memoria ed io doverosamente non mancherò di rendere nota ad ogni mia ulteriore valutazione della sostenibilità, in termini istituzionali e personali, dall’alto e gravoso incarico affidatomi."

Certo, siamo ben lontani da quei toni duri, aspri, quasi astiosi, nei confronti della politica "incapace" e un po' facilona, discorso che aveva caratterizzato il suo reinsediamento, "l'atto di sacrificio" cui è stato "costretto" Napolitano dal Parlamento, incapace di trovare una quadratura del cerchio post elezioni (certamente impossibile da trovare). Giorgio Napolitano in tal senso sembra aver digerito quell'inazione cronica che la politica italiana riesce ancora oggi a mantenere (oggi le Aule di Camera e Senato erano chiuse, fatta eccezione per le Commissioni, cosa inaccettabile in una democrazia moderna che vive uno dei momenti più delicati della sua economia, del suo stato di diritto e della sua pax sociale), nella più totale placida pigrizia che la contraddistingue.

Tornando sulla sentenza Mediaset e sulla posizione occupata fino a poco fa da Berlusconi in Senato, pure senza mai nominarlo, Napolitano ha auspicato il mantenimento di quel minimo confronto civile (già saltato a dire la verità) che possa restituire all'Italia una fantomatica unità difficile anche solo da immaginare.

"Oggi vorrei rivolgere uno schietto appello al partito che il 2 ottobre scorso si è distaccato dalla maggioranza originaria guidata da Letta, perché quella rottura non comporti l'abbandono del disegno di riforme costituzionali."

L'esplicito appello a Forza Italia a continuare nei lavori per le riforme istituzionali è stata la parte centrale, politicamente parlando, del discorso del Presidente Napolitano, che tuttavia ha tenuto come centrale proprio il malessere sociale e le manifestazioni che in questi giorni si registrano in tutta Italia:

"La crisi che ha investito l’eurozona ha messo a dura prova la coesione sociale. Le più elaborate previsioni 2014 segnalano un rischio diffuso di tensioni e scosse sociali: un rischio che deve essere tenuto ben presente e fronteggiato in Italia."

ha detto Napolitano.

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