Elezioni politiche 2013: si presenta anche Unione Popolare, quella del referendum anticasta


Si torna a parlare del referendum per l'abolizione della diaria ai parlamentari, dopo la chiusura della campagna che ha portato a raccogliere oltre un milione e trecentomila firme, firme sul cui destino incombe ancora l'ombra dell'illegittimità. Se ne torna a parlare oggi perché Il Fatto quotidiano ha intervistato Maria Di Prato, leader del giovane partito Unione Popolare che dal nulla ha proposto il referendum ottenendo un inaspettato riscontro, nonostante il boicottaggio dei media. Ora, arriva l'annuncio ufficiale che UP si presenterà alle prossime elezioni.

Il Fatto non è un estimatore della Di Prato e di UP, già in altre occasioni si era allineato alle posizioni "grilline" molto critiche sulla raccolta firme e non si smentisce neppure in questa intervista, che non dice quasi nulla di nuovo ed è orchestrata al solo scopo di mettere in cattiva luce l'organizzatrice del referendum, lasciando intendere già dal titolo che la Di Prato sia perfettamente a conoscenza della nullità delle firme raccolte, cosa che non rispecchia il contenuto dell'articolo.

UP continua a proclamare la validità delle firme, nonostante la legge vieti il deposito delle firme nell’anno anteriore alla scadenza delle Camere e imponga che quelle raccolte siano non più vecchie di 90 giorni dalla vidimazione dei fogli: secondo questa lettura, le firme raccolte da aprile a luglio potranno essere presentate solo a gennaio, quando però saranno passati più di 90 giorni dalla vidimazione. UP ha interpellato dodici giuristi che hanno proposto una lettura alternativa della legge, che il Fatto si guarda bene dallo spiegare, e che trovate invece in un nostro post di qualche settimana fa: in pratica, secondo gli esperti, i 90 giorni non comprendono il periodo in cui non è possibile consegnare le firme. Tesi, peraltro, respinta da costituzionalisti del calibro di Valerio Onida.

Ma allora è vero che Unione Popolare ha raccolto le firme solo per creare un network di contatti per potersi lanciare alle elezioni politiche 2013? "Unione popolare sarà presente: non è un delitto voler fare qualcosa perché questo paese cambi" risponde Maria Di Prato al Fatto, proclamando quella che secondo il loro slogan è la "rivoluzione gentile". Certo è che se le firme raccolte saranno veramente cestinate, la grande mobilitazione di questi mesi si rivelerà un boomerang per l'affidabilità di UP, che non a caso ha già rinunciato all'ipotesi, abbozzata in precedenza, di lanciare una nuova tornata di raccolta firme da ottobre, in caso di bocciatura della Corte Costituzionale.

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