Consiglio dei ministri di martedì 17 dicembre. Approvato il decreto carceri

Previste misure per svuotare le carceri e migliorare il sistema giudiziario

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È stato approvato dal Cdm di oggi il decreto carceri (qui i contenuti delle misure approvate), con il premier Letta e il ministro Cancellieri che si sono presentati in conferenza stampa visibilmente soddisfatti.

Il premier ha innanzitutto cercato di disinnescare le polemiche sulle possibili conseguenze per l'ordine pubblico: "Il decreto è una prima importante risposta alla terribile emergenza della situazione carceraria, e non contiene nessun elemento di pericolosità per i cittadini". Il ministro Cancellieri ha specificato che il dl non contiene "automatismi", e che quindi non ci saranno scarcerazioni di massa di detenuti. L'uso del braccialetto elettronico, che sarà incentivato, verrà richiesto solo nei casi di detenzione domiciliare.

Consiglio dei ministri: l'ordine del giorno


È convocato per oggi pomeriggio alle 16.30 il Consiglio dei ministri n° 41 dell'era Letta. Palazzo Chigi non ha ancora diramato l'ordine del giorno completo, ma sono già trapelate anticipazioni e di sicuro si sa che al centro della discussione ci sarà il pacchetto giustizia, incentrato in particolare sulle misure per alleggerire la situazione delle carceri italiane. Una risposta a stretto giro alle parole di Napolitano, che ieri aveva denunciato le "condizioni disumane" dei carcerati.

Previsto quindi un pacchetto di provvedimenti che, secondo le stime del governo, dovrebbe portare alla liberazione anticipata di 3000 detenuti, che si andranno ad aggiungere ai 4000 usciti grazie ai precedenti provvedimenti svuota-carceri.

In discussione uno "sconto" ulteriore per la buona condotta, che passerebbe da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di detenzione, e che avrebbe valore retroattivo a partire dal 2010. Aumenterà l'affidamento alle misure alternative al carcere, in particolar modo per i tossicodipendenti, e l'utilizzo del braccialetto elettronico. Previste espulsioni più facili per gli immigrati clandestini grazie a un comma della Bossi-Fini finora poco utilizzato, e l'istituzione di un garante nazionale per i detenuti.

Previsto, nel pacchetto giustizia, anche interventi per il penale e forse anche per il civile. Per il codice penale, si parla di una riforma dei meccanismi di impugnazione in Cassazione, limitando quelle dei pm nei casi di sentenza doppia-conforme di assoluzione ed escludendo il ricorso diretto degli imputati, che spesso è fatto con obiettivi dilatori. In questo modo di dovrebbe alleggerire il carico giudiziario in entrata.

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