Decreto carceri: le misure principali del testo

I punti più importanti del decreto carceri.

Il decreto carceri avrà il via libera dal consiglio dei ministri di oggi: dieci punti per alleggerire le carceri di circa 3mila persone. Provvedimenti che quindi non risolveranno la situazione in maniera definitiva (sono 18mila i detenuti in più, rispetto alla capienza di 47mila delle carceri italiane), ma che rappresenta un passo nella giusta direzione, soprattutto dal momento che si tratta di misure strutturali e non una tantum. Ecco i punti principali del decreto carceri.

I servizi sociali. Istituto di cui si è parlato tantissimo dal momento che sono stati al centro della querelle che riguarda Berlusconi, fino a oggi era possibile chiedere i servizi sociali per tutte le pene che non superavano i tre anni. Il decreto amplia la possibilità di fare richiesta anche a chi è stato condannato a 4 anni. Non solo: se il detenuto subisce una seconda condanna mentre è ai servizi, a oggi torna in carcere, mentre con le nuove norme sarà il giudice di sorveglianza a decidere il da farsi. Si calcola che possano uscire, grazie a questa misura, tra i mille e 1.500 detenuti.

La pena scontata. Una misura discussa, che però resterà in vigore per due anni, non è quindi definitiva. In pratica il detenuto guadagna 75 giorni di detrazione di pena per ogni semestre che passa in carcere. Fino a oggi erano 45. Per ogni anno in carcere, quindi, il detenuto guadagna 5 mesi, ma solo se c'è la buona condotta e se il giudice è d'accordo. Anche questa misura potrebbe liberare attorno alle 1.500 persone.

Domiciliari obbligatori. Misura temporanea che adesso diventa obbligatoria: chi viene condannato a 18 mesi, o chi ha ancora 18 mesi da scontare, deve andare immediatamente ai domiciliari. Questo sempre che il giudice di sorveglianza non reputi il detenuto pericoloso, nel qual caso resta in prigione.

Il ritorno del braccialetto elettronico. Diventa obbligatorio per chiunque sconti una pena alternativa al carcere, siano anche i domiciliari. Il problema è, paradossalmente, che il braccialetto richiede una maggiore sorveglianza, dal momento che compie non pochi errori. Difficile capirne le ragioni, considerando quanto siano ormai precisi i sistemi gps.

Processo civile più rapido. Non si risolveranno i problemi del processo civile, ma si farà qualche passo in avanti: innanzitutto le motivazioni delle sentenze saranno più brevi, ne verrà preparata una versione estesa solo se saranno le parti a farne richiesta. Ci sarà anche una stretta sui ricorsi e l'ufficiale giudiziario avrà maggiori poteri indagine.

Piccolo spaccio. La Fini-Giovanardi va in soffitta: le sostanze stupefacenti non sono più tutte uguali e nemmeno gli spacciatori. Adesso per valutare la gravità dello spaccio si considera anche "qualità e quantità delle sostanze". Se sono di lieve entità la pena è da 1 a 5 anni con una multa fino a 26mila euro.

Assunzioni di detenuti. Sgravi fiscali e agevolazioni per le aziende che decideranno di assumere carcerati. Una misura inserita all'ultimo minuto nel decreto.

Il processo penale. Le misure che riguardano il processo penale arriveranno più avanti, probabilmente dopo Natale. I ricorsi in Cassazione, in caso di sentenze uguali in primo e secondo grado, saranno possibili solo se c'è violazione della legge. Il patteggiamento sarà possibile anche in appello. Se un processo cambia giudice, si prosegue e non si ricomincia tutto da capo.

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