Snowden scrive al popolo brasiliano e spera nell'asilo politico


Era prevedibile che l'ex agente della Nsa, Edward Snowden, non si fosse ambientato benissimo nella Russia di Valdimir Putin, dove ha ottenuto un permesso di permanenza temporaneo. Così ha deciso di scrivere una lettera al popolo brasiliano, pubblicata dalla Folha de S.Paulo, nella quale chiede implicitamente asilo politico.

L'informatico, che ha fatto pervenire alla stampa i documenti segreti dell'Agenzia di Sicurezza Nazionale, ha scelto di rivolgersi alla società civile di un paese che dovrebbe essergli molto riconoscente. Ricordiamo che Snowden ha rivelato un'attività massiva di spionaggio degli Stati Uniti nei confronti di molte imprese brasiliane, tra cui Petrobras, e del Presidente Dilma Rousseff.

L'ex spia ripercorre la sua vicenda personale nella lettera-appello. Ivi evidenzia quanto sia stata travagliata la sua "fuga" e quanto sia stata dura la reazione nordamericana nei suoi confronti. Tale reazione, ricorda, è stata virulenta, tanto da riuscire a violare perfino la sicurezza di un altro capo di Stato, come nel caso del Presidente della Bolivia: "hanno perfino costretto l'aereo di Evo Morales ad un atterraggio di emergenza per impedirmi di andare in America Latina".

Tuttavia, la sua azione, scrive Snowden, ha avuto degli esiti importantissimi. Proprio il Brasile, tre settimane fa, ha presentato un documento al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, nel quale si chiede formalmente: "per la prima volta nella storia che il diritto alla privacy non si arresti dove incomincia la rete digitale, e che lo spionaggio di massa di innocenti sia da considerarsi come una violazione dei diritti umani".

Secondo Snowden, la reazione del Brasile, alla violazione della sua privacy e della sua sovranità, è stata un esempio di lotta per libertà e per i diritti. Conclude, infine, la sua lettera con toni a metà strada tra il guevarismo e l'american dream: "L'unica cosa che vorrei dire al Brasile è questa: quando tutti ci uniamo contro le ingiustizie e in difesa della privacy e dei diritti umani fondamentali, possiamo difenderci persino dai sistemi più potenti".

Glenn Greenwald, giornalista del The Guardian, che ha pubblicato il grosso dei file e dei documenti di Snowden, ha voluto commentare la lettera sempre sul Folha. Qui ha ricordato al Brasile di essere in debito nei confronti dell'informatico, perché se non fosse stato per la sua inziativa coraggiosa non sarebbe venuto a conoscenza dello spionaggio statunitense. Per questo motivo, ora, "sarebbe assolutamente logico proteggerlo".

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