Nuovo attacco di Famiglia Cristiana al Governo

Nuovo attacco di Famiglia Cristiana alla misure di sicurezza messe a punto dal governo Berlusconi. Dopo magistrati e rom il settimanale dei Paolini critica il Pdl sulla scelta dei militari in strada ("neanche fossimo in Angola"), sulla proposta dei sindaci sceriffi (luci e ombre, ma bene decoro e lotta prostituzione) e sulle norme anti elemosina: "La proibizione dell'accattonaggio - si chiede un duro editoriale che troverete nel giornale in edicola domani - serve a nascondere la povertà del Paese e l'incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla politica del rattoppo, o a quella dei lustrini?".

Il "Paese da marciapiede" - secondo Famiglia Cristiana - i segni del disagio li offre da tempo, ma la politica "li toglie dai titoli di testa, sviando l'attenzione con le immagini del Presidente spazzino, l'inutile gioco dei soldatini nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato)".

E sull'idea del sindaco di Roma Alemanno di far guerra a chi rovista nei cassonetti, il settimanale cattolico, avverte: "C'è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le buffonate, che servono solo a riempire pagine di giornali".

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