Cdm di oggi: governo spaccato sul piano per la crescita

Passera Grilli
Il Consiglio dei ministri di oggi, che dovrebbe varare misure sulla crescita per uscire dalla crisi tra la fine del 2012 e le prossime elezioni, si apre all'insegna di una contrapposizione tra i ministri che stanno approntando i piani per rilanciare l'economia e il Tesoro, che deve controllare i cordoni della borsa e che non è intenzionato a dilapidare il tesoretto che dovrebbe servire a evitare l'aumento dell'Iva.

Si ripropone quindi lo scenario visto già troppe volte ai tempi del governo Berlusconi, con tutti i ministri contro Tremonti che non concedeva fondi. La parte del cattivo in questo caso spetta a Vittorio Grilli, da poco meno di due mesi ministro dell'Economia: sia Repubblica che il Corriere della sera riportano il malumore del ministero di via XX settembre verso i ministri Passera e Fornero che al Metteng di CL a Rimini si sono lasciati andare a promesse che difficilmente potranno essere realizzate.

Passera ha denunciato una tassazione troppo alta, subito imitato da Elsa Fornero che ha proposto agevolazioni per chi assume i giovani e una riduzione del cuneo fiscale per le imprese. Non solo, oggi in Cdm si discuterà probabilmente anche della proposta del viceministro allo Sviluppo Ciaccia che vorrebbe l'annullamento dell'Iva per realizzare nuove infrastrutture, del piano per la digitalizzazione e del progetto Italia Verde del ministro dell'Ambiente per il recupero delle aree industriali dismesse oltre alla riduzione dei pedaggi per chi inquina meno. Tutti progetti senza copertura da parte del Tesoro.

Il ministero dell'Economia è ancora alla ricerca dei 6 miliardi di euro strutturali che serviranno a evitare l'aumento dell'Iva, che era previsto per questo autunno e per ora è slittato all'anno prossimo. Solo al raggiungimento di questo obiettivo, secondo Grilli, si potrà parlare di altro, ma sempre con un occhio al bilancio. La sterilizzazione dell'Iva promessa da Ciaccia, ad esempio, potrebbe valere 80 miliardi di crescita, ma i costi di realizzazione potrebbero essere troppo alti perché il governo decida di sobbarcarli.

Per il momento, quindi, arriveranno solo risorse per il lavoro giovanile, che potranno essere ricavate dalla revisione delle agevolazioni fiscali e assistenziali allo studio in queste ore, agevolazioni che costano 260 miliardi l'anno e che già il governo Berlusconi voleva decurtare dal 5 al 20%. Ma di certo il ricavato non basterà a finanziare il piano per la crescita che Passera dovrà presentare nelle prossime settimane, e che si preannuncia ambizioso: è probabile che allora deflagherà il conflitto con Grilli, accusato di essere troppo timido nelle misure per aggredire il debito.

Foto |TMNews

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