Forconi: la manifestazione di Roma. Partecipazione flop tra insulti a Napolitano e striscioni di CasaPound

Tutti gli aggiornamenti sulla protesta dei forconi romani.

Forconi: la manifestazione a Roma

18.46 Un po' di delusione tra il popolo dei Forconi (o quello che ne rimane) è inevitabile: tremila persone in piazza (pochine), molti esponenti di CasaPound - che anche senza bandiere hanno colorato di nero la manifestazione -, insulti a Napolitano durante l'invettiva di Danilo Calvani. Ma se questo doveva essere il clou di dieci giorni di agitazioni, il risultato è simile a quello di un palloncino che si sgonfia. Hanno promesso che ritorneranno in forze dopo Natale, ma la sensazione è che le divisioni e l'ingresso a piedi uniti delle forze di estrema destra abbiano davvero complicato la riuscita delle agitazioni.

17.00 "Dobbiamo riprenderci le nostre istituzioni, rispettare la Costituzione, salvaguardare la nostra Repubblica. Non è eversione questa. Dovete fare una cosa, cari signori politici, dimettetevi, andate via. Dobbiamo stare uniti; ci mettono in bocca di tutto e sapete perché? Perché hanno paura, non di me, ma di voi, del popolo italiano!".

Gallery. Forconi: la manifestazione a Roma

16.57 "Abbiamo indetto questa iniziativa a oltranza, non trattiamo con questa classe politica, non trattiamo con questa classe politica. Tutti a casa! Decidiamo tutti insieme di mantenere ciò che abbiamo cominciato. Però siamo sotto Natale, allentiamo la pressione fisica, ma non sciogliamo i presidi. Appena passano le feste, se non se ne vanno, inizieremo una protesta ancora più dura".

16.50 Il discorso di Danilo Calvani: "Noi siamo meglio di questa gentaglia, mi sono ripromesso di fare gli auguri a Papa Francesco, un grande applauso. Noi qui dovevamo essere tutti violenti, una manifestazione pericolosa, la questura ci ha detto di segnalare gli infiltrati, dobbiamo fare tutti insieme questi nomi: Letta, Alfano, questi sono gli infiltrati. Il mondo ci guarda, non possiamo dare esempi sbagliati, dobbiamo avere le idee chiare. Quello che è cominciato non finire così, abbiamo deciso di non mollare. Non molliamo! Siamo il popolo italiano, noi siamo liberi. L'Italia deve rinunciare alle proprie sovranità? Ma gli italiani, caro presidente, vogliono rinunciare a gente come lei. Se ne vada!". Parte il coro "Napolitano pezzo di m***a". "Accordi internazionali hanno violato la nostra sovranità, hanno dato leggi speciali a gente come Equitalia, hanno trattato l'essere umano come merce di scambio, questi farabutti! Noi non siamo merce di scambio, siamo esseri umani con la nostra dignità. Quando si fanno queste battaglie, bisogna usare il cuore e la rabbia, ma anche la testa. Nessuno deve uscire dall'ordine costituito".

16.42 Tra gli organizzatori ci si lamenta del leader dei forconi siciliani: "Mariano Ferro è un infame, doveva essere qua con noi".

16.29 Tra i manifestanti si alza il grido "andiamo a Montecitorio", ma gli organizzatori tentano di placare gli animi. Intanto duecento manifestanti di Casapound sono giunti a Piazza del Popolo. Dietro a uno striscione con su scritto "Alcuni italiani non si arrendono", i manifestanti urlano lo slogan: "Italia Nazione, Rivoluzione" e "Studenti,braccianti, operai,il sole non sorge a Bruxelles". Alla testa del corteo il vicepresidente del movimento Di Stefano arrestato giorni fa per aver sostituito bandiera dell'UE con il tricolore.

16.18 Partecipazione sulle poche migliaia di persone in piazza del Popolo. Dal palco si alternano oratori provenienti da tutta Italia il cui mantra è "vogliono portarsi via il patrimonio dell'Italia, riprendiamoci la sovranità monetaria".

15.26 Le voci della piazza raccontando di un "popolo che si sta ribellando"; "se siamo qui è perche a qualche testa calda potrebbe saltare il controllo"; "tutti a casa, sono dichiarati incostituzionali dalla corte costituzionale (i parlamentari, ndr)". C'è Mazzilli, del coordinamento 9 dicembre: "Non siamo quanti pensavamo di essere, ma sono comunque contento. Rivolgo un appello a polizia e carabinieri perché si uniscano a noi".

14.50 "La nostra è una rivoluzione costituzionale voluta dal popolo, dai cittadini. Siamo arrabbiati ma non violenti, la nostra è una protesta pacifica", queste le parole di Danilo Calvani.

14.45 In piazza anche alcuni manifestanti che stanno contestando Danilo Calvani, che di fatto è il leader dell'organizzazione: "Noi andremo a piazza Colonna, tu no".

14.33 Tra i discorsi captati dal nostro Andrea Spinelli Barrile, che si trova sul luogo, proteste contro il governo Letta e "noi vogliamo onorare il tricolore, chiediamo che se ne vadano tutti a casa". 1500 gli agenti mobilitati, a fronte di una piazza che per il momento non vede più di un centinaio di manifestanti.

14.18 Danilo Calvani è già presente sul luogo circondato da giornalisti. Ma i manifestanti stanno avendo grosse difficoltà nel montare l'impianto audio. I primi manifestanti iniziando comunque ad arrivare in Piazza del Popolo.

14.07 Come prevedibile, sarà l'estrema destra a farla da padrona nella manifestazione di oggi, dopo il forfait dato da molte delle sigle che hanno dato inizialmente vita ai vari scioperi dei Forconi. Casa Pound ci sarà, Forza Nuova no. Il segretario Roberto Fiore spiega perché: "Temo infiltrazioni da parte di persone e ambienti che mirano a destabilizzare il Movimento dei Forconi e che possano anche solo lontanamente portare a provocazioni di tipo golpistico-massonico". Completamente diverso il ragionamento del leader di CasaPound, quel Di Stefano condannato a tre mesi per il furto della bandiera Ue: "Ci saremo senza le nostre bandiere ma soltanto con la bandiera italiana perché questa non è una protesta politicizzata e ogni italiano è benvenuto se vuole contribuire a una giornata festosa”. Calvani aveva chiesto a CasaPound di non aderire, ma loro ci saranno e in forze (dovrebbero essere un paio di migliaia).

Roma, 9 giorni dopo l'inizio della "rivolta dei Forconi", con una serie di presidi e manifestazioni ispirati dal Coordinamento 9 dicembre 2013, è il momento della manifestazione nella capitale.

«L'appuntamento è per il 18 dicembre, dalle 15 in piazza del Popolo, ma non ci sarà nessun corteo. Ci vedremo direttamente lì con le bandiere dell'Italia»

è stato l'annuncio degli organizzatori romani.

Il punto, però, è che la protesta si è spaccata e proprio il coordinamento 9 dicembre 2013 non è più unito.

Lucio Amedeo Chiavegato e Mariano Ferro, insieme a Renzo Erbisti, Eugenio Rigodanzo, Giorgio Bissoli, Giovanni Zanon, Giovanni Di Ruvo, Gaetano Montico e Augusto Zaccardelli, si sono infatti dissociati da Danilo Calvani, l'unico rimasto a volere, oggi, la manifestazione romana.

Gli altri, temendo per questioni di ordine pubblico, hanno fatto un passo indietro – anche se organizzeranno, dicono, un'iniziativa nella capitale per i prossimi giorni – e hanno lasciato al "contadino" di Latina l'onere e l'onore di questa giornata, che si preannuncia di mobilitazione in forma ridotta, ma che, comunque, lascia aperti spiragli a ipotesi di ogni genere, visto il clima di tensione che regna – o che si vuole raccontare – nella città eterna.

Pochi minuti fa, sul suo profilo Facebook, Calvani ha scritto:

«Buon giorno Italiani.
Questo giorno18 DIC, come il giorno del Nove dicembre, passerà alla storia, il Popolo Italiano sta dimostrando al mondo intero di essere migliore di coloro che lo rappresentano.
Oggi sarà un giorno che segnerà la storia e il futuro del nostro paese, oggi sarà un giorno di festa e di riscatto.
W L'ITALIA E CHE DIO CI BENEDICA!!»

Sul Secolo XIX, invece, Chiavegato spiega le ragioni della "scissione", raccontando le ragioni dell'allontanamento non solo da Calvani ma anche dal

«suo consigliori Gabriele Bertarelli, il “Casaleggio” dell’agro pontino, vicino a Scientology e lontanissimo da noi»

si legge sul quotidiano.

Vedremo alla prova dei fatti quante persone riesce a mobilitare il solo Calvani, senza il resto del coordinamento, e cosa ci sarà da raccontare della manifestazione di oggi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO