La legge di stabilità 2013 e il fondo taglia tasse che (di fatto) non c'è

Salta l'automatismo tra tagli alla spesa, lotta all'evasione e riduzione del cuneo fiscale.

La legge di stabilità verrà approvata alla Camera con voto di fiducia, e quindi senza modifiche al testo, il che significa che rimarrà praticamente svuotato quello che doveva essere il punto principale di questa finanziaria: il fondo taglia tasse.

Ricordate? Si tratta delle famose misure per ridurre il cuneo fiscale, rendendo così più pesante la busta paga dei lavoratori. Peccato che, fatti due conti, si era scoperto che l'aumento era di una decina di euro al mese al massimo. Decisamente nulla che possa incidere in maniera significativa. Da allora in tanti hanno chiesto più coraggio al governo, che si riuscisse a trovare il modo per ridurre davvero, e non simbolicamente, il cuneo fiscale.

Cosa si è fatto dunque? Inizialmente si pensava a un automatismo, per destinare i risparmi della spending review e della lotta all’evasione alla riduzione del cuneo fiscale. E quindi un automatismo con non poche incertezze, visto che ancora non si sa bene quali saranno le misure della spending review e la lotta all'evasione è la solita grande incognita. Se già quindi potevano esserci dei dubbi legittimi sulla serietà dell'iniziativa, adesso arriva la mazzata.

Non ci sarà alcun automatismo tra risparmi e soldi incassati dalla lotta all'evasione e "fondo taglia tasse". Prima vengono "le esigenze prioritarie di equità sociale e gli impegni inderogabili". Tradotto, significa che il soldi che verranno recuperati andranno a finire nel rigore di bilancio. E a quanto pare, il commissario che quei tagli deve fare, Carlo Cottarelli, l'ha presa proprio male. Scrive il Corriere della Sera:

“Dicono che a Carlo Cottarelli, che di bilanci pubblici ne ha sfogliati abbastanza per leggere tra le righe, quella formula non sia piaciuta affatto. Dicono che l’abbia tradotta automaticamente in spesa corrente e che ne abbia tratto l’amara conclusione che tagliare 32 miliardi di euro in tre anni, coordinando 25 gruppi di lavoro e assumendo l’impopolare veste del signor no, sia un compito troppo gravoso se poi i tagli della spesa corrente finiscono per finanziare altra spesa corrente”

Al coro di voci critiche, si aggiunge anche quella - autorevole in materie di questo tipo - del Sole 24 Ore:

Svuotato. E con due rubinetti dal "getto" a dir poco incerto, dipendenti come sono dalla "portata" di una spending review tutta da definire e da un rientro dei capitali all’estero da mettere ancora nero su bianco. Quello che in origine doveva essere il Fondo taglia cuneo e che poi, alla fine del restyling della legge di stabilità operato dalla commissione Bilancio della Camera, è diventato un Fondo multiuso (dal rifinanziamento della Cig in deroga a quello delle missioni internazionali di pace passando per il rigore di bilancio prima di arrivare a una generica riduzione della pressione fiscale) deve anche fare i conti con un futuro non privo di incognite.

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