Casini: "Con Berlusconi solo dialogo. Ci divide la politica". E, intanto, pensa a una costituente di centro

Non è un caso che l'apertura del ministro Rotondi a Casini si registri all'indomani del funerale di Antonio Gava. Il sogno della Dc di resistere alla storia è ancora vivo e vegeto. E, il Pdl, sembra, agli occhi dei protagonisti della Prima Repubblica, la migliore occasione per riprendere da dove si è lasciato. Forse ha ragione il leader della DcA, quando, guardando al passato dice: "Si è fatto molta cronaca e nessuna storia. E' tempo di realizzare qualcosa di bello per la politica italiana".

Ma una nuova Dc è possibile? Oggi Casini, intervistato da QN spiega chiaramente che né le modalità di costruzione, né i profili ideali del Pdl rispecchiano l'esperienza democratica cristiana. E poi "questo bipartitismo - accusa - è una gabbia". "In politica mai dire mai", ricorda Pierferdy che, subito, però, si affretta a precisare: "Ci vuole serietà: da Berlusconi non ci hanno diviso ragioni di carattere personale ma importanti ragioni politiche che, allo stato, non sono per niente superate". Quindi, l'amara conclusione: "Sono sempre aperto al dialogo, ma ci divide la politica".

Per ora la linea dell'Udc non muta. E' un segnale di rispetto anche nei confronti di quei due milioni di elettori che, con il loro voto, hanno permesso ai centristi di sedere in Parlamento. Ma in vista delle Europee, non è detto che lo scenario rimanga immutato. Casini punta a una costituente di centro che faccia perno intorno al suo partito e che unisca tutti coloro che sia nel Pdl che nel Pd "la pensano allo stesso modo". Saranno pure nostalgie democristiane ma fare il vaso di coccio tra due vasi di ferro non piace a nessuno. E così, a Casini, tocca inventare qualcosa.

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