Tentata estorsione, arrestato Valter Lavitola. Dagli atti: "filmò Berlusconi con delle prostitute e lo ricattò"

Si riaprono le porte del carcere per il faccendiere ed ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola.


11.55: dai verbali allegati agli atti dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto di Valter Lavitola emergono particolari potenzialmente compromettenti per Silvio Berlusconi, a quel tempo Presidente del Consiglio. Tutto nasce dalle dichiarazioni dell’imprenditore Angelo Capriotti, secondo il quale Lavitola avrebbe filmato con una telecamera nascosta Berlusconi impegnato con alcune prostitute.

I presunti filmati sarebbero stati girati durante una trasferta a Panama di Berlusconi e dello stesso Lavitola che, secondo quanto dichiarato da Capriotti lo scorso 9 aprile, avrebbe procurato all’allora presidente del consiglio alcune prostitute locali. Quei video, poi, sarebbero stati usati da Lavitola per ricattare Berlusconi.

In occasione del soggiorno, secondo quanto riferitomi da Lavitola, lo stesso aveva procurato anche in quella occasione, come avvenuto in Brasile, delle ragazze mercenarie per il presidente del Consiglio italiano.

E’ quanto raccontato da Capriotti ai pm, ma le presunte rivelazioni non finiscono qui: l’imprenditore avrebbe anche ammesso di aver saputo dall’imprenditore Mauro Velocci che quest’ultimo era riuscito a mettere le mani su quei video e di averne fatto delle copie:

Velocci mi disse anche di essere in possesso di video che riprendevano il presidente panamense Martinelli intento ad assumere cocaina.

Capriotti, tra gli imprenditori del consorzio Svemak che ottenne appalti a Panama, non è in grado di confermare l’esistenza di quei video. Lui, dice, non li ha mai visti.

Arrestato Valter Lavitola

Ancora guai per Valter Lavitola, l’ex direttore dell’Avanti già condannato per la vicenda della tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Oggi gli agenti della Digos di Napoli hanno arrestato Lavitola con un’accusa molto simile: tentata estorsione ai danni della società Impregilo in relazione ad alcuni appalti per la costruzione di un ospedale a Panama.

L’inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco e dal pm Henry John Woodcock, ha permesso di accettare come la società avrebbe dovuto realizzare un ospedale nella città di Panama in cambio dell’attribuzione da parte delle autorità locali dell'appalto per la realizzazione della metropolitana di Panama, appalto che è stato poi attribuito a un’altra società, non italiana.

A quel punto, secondo quanto ricostruito, vi sarebbero state minacce di ritorsioni nei confronti dei responsabili di Impregilo per indurli a realizzare lo stesso l'ospedale, una volta sfumata l’attribuzione dei lavori per la metropolitana.

I pm avevano contestato al faccendiere pure l'ipotesi di corruzione internazionale, ma il gip non era d’accordo ed ha invece ritenuto sussistente l'ipotesi di istigazione alla corruzione, accusa per la quale non è però stata chiesta l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Per Lavitola, quindi, si aprono nuovamente le porte del carcere con l’accusa di tentata estorsione.

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