Religione e libertarismo: un confronto tra Italia, Spagna e Grecia

Uteri, aborti e Giuliano Ferrara con grandi mammelle e piccoli testicoli; i radicali e i teo-dem nel partito democratico, la pillola Ru486. Se c’é una cosa sicura, di questa campagna elettorale, é che non si sfuggirà ai temi eticamente sensibili, con buona pace di chi - come chiunque abbia dato mezzo esame di filosofia politica - la trova un’espressione senza senso, o perlomeno incredibilmente goffa.

Tuttavia c’é chi dice che sia tutta una questione di politici (B)inetti, di ingerenze della Chiesa; il Paese, la gente, sono molto più avanti su queste cose. Laici, moderni, smaliziati ed europei. Altrimenti perché i giornali ci parlerebbero di crisi delle vocazioni un giorno sì e l’altro pure? Peccato che non sia così.

In una ricerca svolta recentemente abbiamo comparato su religiosità e libertarismo tre paesi non proprio noti per essere al top dell’ateismo: Spagna, Italia e Grecia. Insomma, avremmo potuto anche farcela. E invece scopri cose sorprendenti, come che il 70% degli italiani crede negli angeli.

O che l’approvazione di comportamenti come aborto e divorzio - le famose battaglie civili - cala dai primi anni ’80, insieme all’ateismo; nel frattempo i cattolici praticanti aumentano, costantemente. Nello stesso periodo, in Spagna succede esattamente il contrario, col risultato che se 30 anni fa eravamo quasi uguali oggi loro hanno Zapatero, e noi (don) Romano Prodi.
C’é ancora qualcuno là fuori che si stupisce?

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