Province e città metropolitane: la Camera approva il DDL

277 voti favorevoli, 11 contrari (quelli di Sel). Lega Nord, Forza Italia e il M5S non hanno partecipato al voto. Ora la palla passa al Senato.

Province commissariate

Province e città metropolitane: la Camera approva il DDL.

Questo significa che lunedì il testo del disegno di legge passerà al Senato per il via libera definitivo.

Ma cosa cambia, ora?

Se lunedì il testo al Senato verrà approvato, nel 2014 i consigli provinciali si trasformeranno in assemblee dei sindaci. Nasceranno 9 città metropolitane e di fatto si ridurranno a due i livelli territoriali di rappresentanza politica: i Comuni e le Regioni.

Hanno votato a favore Pd, Ncd (il Nuovo centrodestra di Alfano) e Scelta civica. Lega Nord, Forza Italia e il Movimento Cinque Stelle non hanno partecipato al voto per protesta.

Nel corso della giornata, Antonio Saitta, presidente dell'Upi, aveva tuonato contro la parte della legge di stabilità dedicata alle province:

«La Legge di stabilità, vietando ai cittadini di votare chi li amministrerà, lede il diritto di voto libero, segreto, e non limitabile, sancito dall’articolo 48 della Costituzione, che lo definisce anche un dovere civico. Contro la lesione di questo diritto inalienabile di cittadinanza, l’Upi presenterà ricorso e il primo, da privato cittadino, sarà il mio».

E ancora:

«Il Parlamento ha deciso di impedire libere elezioni e di non permettere ai cittadini di scegliere con il proprio voto chi dovrà essere ad amministrarli, sostituendo a tempo indefinito gli organi eletti con commissari nominati. Tanto più che non c’e’ nessun risparmio dalla cancellazione delle elezioni delle Province visto che, svolgendosi insieme a quelle europee e comunali, la spesa per lo Stato sarebbe stata la stessa. E’ un segnale gravissimo, contro cui ci opporremo in ogni modo. Ed è del tutto incoerente che un Parlamento, da cui ogni giorno si levano grida, giustamente, di scandalo contro il ‘porcellum’ che non consente ai cittadini di scegliere chi eleggere, decide di sostituire la democrazia con i commissari».

Tutto ciò rischia però di venir superato in corsa proprio dal Ddl Del Rio. Ma siamo proprio sicuri che agli italiani importi sul serio dell'abolizione delle province?

L'Upi (che ovviamente è fortemente contraria all'operazione) sostiene di no e uno studio statistico sembrerebbe confermare questa convinzione:

«Il 72% dei cittadini si sentono orgogliosi della loro provincia e solo il 4% degli italiani ritiene prioritario abolire le Province. E' quanto emerge da una indagine sugli italiani realizzata dal centro studi dell'Ispo presentata oggi a Milano dal Prof. Renato Mannheimer, dal Presidente dell'Upi Antonio Saitta e dall'Assessore alle riforme istituzionali della Provincia di Milano, Franco De Angelis. Secondo lo studio, per l'81% degli italiani la riforma piu' urgente per tagliare la spesa pubblica è ridurre le indennità dei parlamentari italiani».

(in aggiornamento)

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