Crescita: l'agenda del Governo

La parola d'ordine è "crescita". Sono mesi che Mario Monti e il suo governo ripetono questo mantra, anche se finora le misure che si sono viste (e sentite) sono state più che altro all'insegna del rigore. Ma dopo il Cdm-fiume del 24 agosto i Tecnici hanno deciso di chiudere (per il momento) il capitolo stangate e di passare alla strategia per far ripartire l'economia del paese.

Per riassumere il lavoro fatto finora e, soprattutto, delineare le tappe per il futuro ecco il documento "Obiettivo Crescita". Dopo tante parole vaghe e generiche, si passa alle promesse specifiche, sperando che si traducano in fatti. Ma il documento non può che cominciare con un "bravi tutti" ai cittadini italiani per gli sforzi e i sacrifici che si sono sobbarcati finora:

Il governo è consapevole di aver richiesto a tutte le componenti della società civile, ai cittadini, alle parti sociali, così come ai partiti politici, sforzi considerevoli (...). E riconosce con soddisfazione che la risposta è stata un’ampia assunzione di consapevolezza e responsabilità, dando così il segnale di uno scatto di orgoglio nazionale e della volontà di rinascita del Paese.

E però, modestia a parte, i tecnici di Monti non possono non imbrodarsi un po' per il lavoro fatto nei mesi in cui il governo di "Impegno Nazionale" è stato in carica:

Determinante è stato l’accento che il governo ha voluto porre sul rispetto delle regole come base per la credibilità dell'azione dello Stato. Per esempio, in assenza dell’azione determinata e rigorosa di contrasto dell'evasione fiscale, di rifiuto della logica dei condoni, di repressione del lavoro nero e di lotta alla corruzione che il governo ha posto in essere, i cittadini avrebbero molto difficilmente potuto accettare i sacrifici che il risanamento dell’economia ha imposto.

Beh, quando si impone qualcosa è difficile non accettarlo, è però vero che almeno alcune pratiche del passato per buttare in cassa qualche soldo facile (per esempio i condoni) sono state accantonate. Dopo le necessarie premesse e i complimenti di rito alle forze politiche, ecco l'introduzione per spiegare quale sarà la strategia generale per rilanciare il nostro malandato Paese: più efficienza, più produttività, più competitività. Come? Il tutto si articola in 7 punti chiave.

1- Un programma di radicale innovazione tecnologica del Paese, attraverso l'applicazione dell'Agenda Digitale.

2- Provvedimenti per creare, anche in Italia, un contesto favorevole alla nascita di nuove imprese start up.

3- Un considerevole pacchetto di semplificazioni procedurali e autorizzative per le imprese e la facilitazione di investimenti diretti ed esteri verso il nostro Paese, così da favorire nuovi insediamenti produttivi internazionali sul nostro territorio.

4- Concludere l'iter procedurale della Strategia Energetica Nazionale. In poche parole si tratta del piano per rilanciare la produzione nazionale di idrocarburi.

5- il Piano Aeroporti, che dovrebbe portare a una drastica riduzione degli scali presenti in Italia.

6- Un vasto programma di liberalizzazioni, per mettere in atto quelle già decise e per introdurne di nuove. Si legge nel documento:
Vanno coerentemente attuate quelle già avviate e ne devono essere promosse altre in altri settori. Occorre creare spazi nuovi per la crescita di autonome iniziative private, attualmente bloccate o rese interstiziali da una presenza pubblica invadente e spesso inefficiente (si pensi, a esempio, al settore postale; ai beni culturali e alla sanità).

7- Impostare una più efficiente politica energetica che aumenti la sicurezza degli approvvigionamenti e contenga il divario di costi per cittadini e imprese rispetto a quelli di altri Paesi dell’Unione, e il governo intende condurre un’ampia consultazione in materia.

Dopo il rigore la crescita, insomma. E poco importa che la critica più accesa nei confronti dell'azione del governo Monti sia stata proprio l'incompatibilità tra le due cose. Super Mario prosegue per la sua strada e risponde indirettamente ai critici affermando che:

Il perseguimento del risanamento finanziario contribuirà esso stesso a dare spazio alla crescita. Ottenere il pareggio di bilancio e aggredire lo stock del debito pubblico libererà risorse e capitali che potranno indirizzarsi all’investimento e rivitalizzare la domanda.

Incrociamo le dita.

Foto | ©TMNews

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