Sulcis: finita l'occupazione della miniera

È terminata l'occupazione della miniera di Nuraxi Figus. Dopo una riunione-fiume, i minatori hanno deciso di sospendere la protesta a quasi 400 metri di profondità dopo aver valutato il risultato degli incontri a Roma di venerdì scorso. Per ora i lavoratori hanno avuto l'assicurazione che la miniera non chiuderà alla fine dell'anno.
La mobilitazione continuerà, assieme con le trattative con la Regione Sardegna, che ora ha il compito di rilanciare il settore minerario del Sulcis e il progetto "carbone pulito" che dovrebbe garantire il futuro della Carbosulcis.

Sulcis: interviene il governo

30 agosto. Finalmente qualcosa sembra muoversi per i minatori che da ormai cinque giorni sono barricati nella miniera di Nuraxi Figus. Prima c'è stata la solidarietà del Capo dello Stato Napolitano, che si è detto partecipe delle loro ansie (ma ai minatori non basta: hanno chiesto al presidente di andare a visitarli), poi il primo intervento ufficiale da parte del governo. A Radio Anch'io il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti ha detto "non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere il 31 dicembre", e che sono possibili "soluzioni alternative". Quali? Bocciata l'ipotesi di riconversione presentata dalla Regione, domani è previsto un incontro tra il governatore sardo Cappellacci e le autorità europee e italiane per cercare una via d'uscita.

Sulcis: il gesto estremo di un minatore

29 agosto 2012: gesto estremo di un rappresentante sindacale della Sulcis, che in diretta tv si taglia il polso.

Si tratta di Stefano Meletti, leader della protesta, che, in conferenza stampa, si è ferito, forse con intento dimostrativo, procurandosi una ferita che ha richiesto un intervento ospedaliero e la sutura con dieci punti.

Sulcis: la protesta

Protesta minatori Sulcis
27 agosto. Da ieri sera 40 minatori della Carbosulcis si sono barricati a quasi 400 metri di profondità nella miniera di Suraxi Figus. Siamo nella Sardegna Occidentale, nella provincia di Iglesias, terra dove le miniere di carbone danno lavoro a migliaia di persone. E migliaia però sono anche i posti di lavoro a rischio: si parla di 2000 o addirittura 4000 lavoratori a rischio nell'intera regione.

Perdere il posto di lavoro porta a proteste estreme, come sta succedendo a Taranto per l'Ilva, e la situazione nella miniera è particolarmente tesa perché i lavoratori hanno anche almeno 350 kg di esplosivo. L'occupazione delle miniere era una forma di protesta molto usata per difendere il territorio nei decenni passati, ed è anche per questo che si parla di un evento che riporta il Sulcis indietro di anni. Ma cosa chiedono i minatori barricati?

L'intera produzione regionale del carbone è in serio pericolo, e il 31 agosto la Regione e i sindacati incontreranno il governo per cercare di risolvere le vertenze che riguardano Alcoa, Carbosulcis e altre aziende. I lavoratori barricati chiedono al governo una decisione definitiva sull'offerta internazionale per la gestione dell’impianto e sul finanziamento di 200 milioni di euro al piano integrato per la produzione di energia. Inoltre chiedono un impegno dell'Enel a produrre energia per le aziende del Sulcis, rinunciando al monopolio: al centro della questione c'è infatti anche il ruolo dell'Enel, accusato di portare alla morte le aziende energivore.

I lavoratori chiedono a Monti la stessa attenzione che il governo ha riservato all'Ilva, (ricordiamo che all'indomani di Ferragosto due ministri sono stati inviati a Taranto per risolvere la questione) e sono pronti a una lotta a oltranza, pur garantendo i turni di lavoro per mantenere in funzione la miniera. Ad appoggiare la protesta c'è il deputato Pdl ed ex sindaco di Iglesias Mario Pili, che ha chiesto al governo di riferire in aula e ha spiegato che non solo la protesta dei minatori non si interromperà, ma che rischia di estendersi a macchia d'olio nelle altre aziende interessate nella regione.

Foto |TMNews

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO