Crescita: liberalizzazioni. Il Governo Monti ci riprova

Ogni volta che si parla di crescita, saltano fuori le liberalizzazioni. Dei taxi, delle farmacie, degli orari di apertura dei negozi, ecc. ecc. E ogni volta che qualcuno prova a mettere mano a questo capitolo si trova di fronte a quelle "resistenze pazzesche" denunciate dal ministro Passera. Non è un caso che anche Mario Monti, dopo aver sbandierato in ogni modo le liberalizzazioni in cantiere, negli ultimi mesi le avesse un po' accantonate, promettendo però che sul tema si sarebbe andati avanti. A quanto pare, il momento è giunto.

Nel documento "Obiettivo Crescita" si torna a parlare dei provvedimenti presi e di quelli ancora da attuare:

Tra i provvedimenti più significativi spiccano la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, senza il rispetto di contingenti o di distanze minime. Sono state soppresse, inoltre, le limitazioni per l’esercizio di attività professionali e la riduzione del tirocinio, dove previsto, a 18 mesi. Più poteri all’Antitrust, che potrà chiedere l’annullamento degli atti pubblici contrari alla concorrenza (anche) mediante l’imposizione del divieto ai manager di occupare incarichi di gestione in più imprese che sono tra loro concorrenti. È stata avviata la liberalizzazione dei settori dei trasporti ed è stata costituita un apposita Autorità. Si segnalano inoltre l’istituzione della SRL semplificata; la tutela amministrativa contro le clausole vessatorie; il potenziamento del servizio farmaceutico e all’incremento del numero dei notai; l’avvio della liberalizzazione della distribuzione dei carburanti; la riforma della disciplina delle professioni regolamentate; separazione proprietaria di SNAM da ENI.



Tutte cose di cui si è già parlato: licenze dei taxi, aumento dei notai, farmacie, benzinai. Categorie che nel rispetto del corporativismo italico sono scese in piazza per protestare contro le misure che il Governo sta cercando di mettere in atto. Riportando anche parecchie vittorie. A queste misure ancora da attuare si aggiungono le nuove, sulle quali il governo sta lavorando e che tanto per cambiare stanno sollevando proteste.

Monti e i suoi hanno infatti parlato, sempre nell'ambito delle liberalizzazioni, della volontà di portare più privato nel campo delle poste, dei beni culturali e della sanità. Ora, se c'è una cosa che - giustamente - fa sempre molta paura sono le parole sanità e privato accostate. E infatti il ministro Balduzzi ha già dovuto precisare: "Fintanto che sarò io il ministro non ci sarà privatizzazione della sanità. Del resto nel governo nessuno ha messo in discussione questa linea. Le aperture al privato sono nel senso di partnership pubblico-privato nell'edilizia sanitaria, per esempio".

Provvedimenti già presi e ancora da attuare e nuove proposte da vagliare. La situazione è ancora parecchio confusa, per fare un po' di ordine il documento riassume in pochi punti le cose da fare:

• Dare piena attuazione al quadro di liberalizzazioni
• Attivare presso la Presidenza del Consiglio l’attività di monitoraggio sulla riforma della regolazione e per il coordinamento ed impulso delle politiche di liberalizzazione
• Elaborare una nuova legge per la concorrenza per estendere ulteriormente l’apertura dei mercati e rendere più incisive le liberalizzazioni già avviate anticipandone i tempi previsti dal vigente ordinamento, da giugno 2013 ad ottobre 2012, per la presentazione del disegno di legge
• Disegno di legge che valorizzi il “merito” in senso trasversale

"Dare piena attuazione", "attivare", "elaborare". Suona tutto un po' vago. Ma una buona notizia c'è, ed è l'impegno ad anticipare il disegno di legge da giugno 2013 a ottobre 2012. Da "Obiettivo Crescita" a "Missione: Impossibile".

Foto | ©TMNews

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