Sanità: decreto Balduzzi approvato. Cosa cambia?

decreto Balduzzi

Approvato dopo sei ore di Consiglio dei ministri il tanto sospirato decreto Balduzzi per la riforma della sanità. Un decreto legge che rispetto alle anticipazioni della scorsa settimana (vedi sotto) ha subito diversi rimaneggiamenti passando da 27 a 16 articoli e perdendo per strada alcuni pezzi, come la contestata tassa sulle bevande gassate. Ecco le principali novità:

Sale giochi. Nella stesura finale c'è un significativo ammorbidimento delle norme: la distanza minima tra le sale giochi e le scuole passa da 500 a 200 metri, e si applica solo alle nuove licenze. I Monopoli dovranno trovare il modo di impedire l'accesso dei minori di 18 anni ai giochi, ma non è chiaro come.

Ambulatori H24. Con le nuove organizzazioni dei medici di base (con adesione non obbligatoria) nascono i super-ambulatori aperti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, per decongestionare i pronto soccorso, con cui saranno comunque in collegamento telematico.

Succhi di frutta. Come chiesto dalla Coldiretti, viene aumentata dal 12 al 20% la quantità minima di succo naturale nelle bevande alla frutta.

E la minaccia di sciopero? Il decreto non ha accolto le richieste delle Regioni in fatto di organizzazione della professione medica, anche se ha mitigato alcuni dei punti contestati (come l'adesione obbligatoria alle associazioni di medici di base), quindi per ora lo sciopero dovrebbe essere scongiurato, ma le parti stralciate dal decreto potrebbero tornare in un disegno di legge.

Decreto Balduzzi: le anticipazioni


Arriverà venerdì in Consiglio dei ministri il decreto Balduzzi che contiene "disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute", ma è già stato presentato alle Regioni e ha già una sua forma compiuta dopo mesi di gestazione, anche se Balduzzi ha ammesso che per ora si tratta solo di una proposta, e da qui al passaggio in aula potranno esserci ancora novità. Intanto vediamo cosa dicono i 27 articoli del "decretone".

Riordino della Sanità. I primi dieci articoli riguardano l'organizzazione della Sanità italiana, la parte più importante del decreto ma anche la meno conosciuta. Tra le altre cose, viene regolamentata l'attività intra-moenia dei medici ospedalieri, allestendo spazi appositi in ogni struttura pubblica, definendo un tariffario con importi minimi e massimi e vietando il ricorso all'intramuraria per smaltire le liste d'attesa. Viene facilitato l'accesso alla copertura assicurativa e viene disposta una maggiore trasparenza nella nomina di dg e primari: le Regioni dovranno pubblicizzare i bandi di concorso nonché i criteri di valutazione.

Ludopatia. Il gioco d'azzardo patologico viene accostato alle malattie croniche e rare e quindi i livelli essenziali di assistenza (Lea) dovranno essere aggiornati. Sarà vietato installare videopoker a meno di 500 metri da "scuole, centri giovanili, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale e luoghi di culto".

Fumo e bibite. Per promuovere stili di vita più salutari, Balduzzi prevede una multa da 250 a 1000 euro per chi vende tabacco ai minori, mentre per quanto riguarda le bibite gassate e zuccherate, e i superalcolici, c'è l'ormai famosa proposta di una tassa, anche se la maggioranza sembra decisamente contraria (il Pdl l'ha definita "demenziale").

Farmaci. È prevista una revisione del prontuario per escludere dalla rimborsabilità farmaci non più di interesse per il Ssn, in modo da poter ridurre il prezzo delle medicine analoghe ma con costi di terapia più alti. Inoltre è prevista la semplificazione del processo di registrazione dei farmaci omeopatici.

Sicurezza alimentare. Ci saranno norme più stringenti per gli alimenti destinati a una alimentazione particolare, dai cibi per neonati a quelli per celiaci o per diabetici. Sono previsti controlli in loco per verificare il rispetto dei regolamenti comunitari.

Attività sportiva non agonistica. Qui il ministero si è reso protagonista di un refuso che ha mandato nel panico le palestre e in bestia i medici di base. Nella prima versione, il decreto prevedeva che anche per l'attività sportiva non agonistica ci fosse bisogno di un certificato del medico sportivo, ma dopo poche ore il ministero ha precisato che la dicitura sparirà dalla versione finale, che invece prevederà maggiori controlli da parte dei medici di base.

Foto |TMNews

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