Pussy Riot libere: "Il carcere non ci ha cambiate"

Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova, scarcerate dopo l'amnistia concessa dalla Duma: "Continuiamo a combattere". L'attivista di Greenpeace D'Alessandro, anche lui amnistiato, è a casa a Napoli.

In una conferenza stampa tenuta a Mosca nel primo pomeriggio di oggi le due Pussy Riot Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova, scarcerate dopo l'amnistia concessa dalla Duma pochi giorni fa, hanno ripreso la loro battaglia esattamente da dove l'avevano lasciata.

Non fisicamente, sulla scalinata della cattedrale di S. Pietroburgo, ma concettualmente e filosoficamente, ribadendo il concetto che la loro battaglia, per i diritti civili degli omosessuali in Russia, non è stata fermata dal carcere e dalle violenze subite:

"Vogliamo continuare a fare ciò per cui siamo finite in prigione. Vogliamo come prima cosa cacciare il presidente russo Vladimir Putin. [...] Se vogliamo che esista una società, e non una massa di persone, dobbiamo ricordarci che è necessario svegliare l'interesse delle persone."

Il provvedimento di amnistia, contestato dalle due Pussy Riot Maria e Nadia come "trovata pubblicitaria" messa in atto da Putin per migliorare l'immagine della Russia a poche settimane dalle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 (una posizione già espressa da altri nei giorni scorsi, tra cui Polisblog, ma certamente più forte proprio perchè espressa dalle due attiviste/rocker), aveva garantito la scarcerazione degli attivisti di Greenpeace, tra cui il napoletano Cristian D'Alessandro, scarcerato ieri sera e già a Napoli, tornato a casa dalla famiglia in silenzio stampa.

Ma non è solo Putin il bersaglio delle belle parole di Nadia e Maria: anche la chiesa ortodossa russa è stata accusata di aver avuto un ruolo nella loro vicenda: un j'accuse chiaro pronunciato proprio nel corso della conferenza stampa da Maria Alyokhina, che ha anche annunciato una sorta di "alleanza" con il magnate russo Michail Khodorkovsky, anch'egli graziato dallo zar Putin e volato immediatamente in Inghilterra:

"Per noi Khodorkovsky è importante come personalità, in ogni caso non si tratterebbe di una cooperazione finanziaria, ma piuttosto ideologica e concettuale."

hanno spiegato le ragazze in conferenza stampa. Le giovani hanno invitato a boicottare le Olimpiadi invernali.

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