Fumo: decreto Balduzzi e tutti gli altri


Tra le novità del decreto Balduzzi sulla sanità, che verrà presentato in Cdm venerdì prossimo ma che è già di dominio pubblico, c'è una nuova stretta sul fumo. Si tratta di un inasprimento delle multe per chi vende tabacco ai minori: la multa potrà variare da 250 a 1000 euro e in caso di recidiva da 500 a 2.000 euro e la sospensione, per tre mesi, della licenza all’esercizio dell’attività.

In precedenza il divieto di vendita riguardava particolarmente i minori di 16 anni, e il nuovo decreto non rappresenta certo una rivoluzione nella lotta al tabagismo, ma si tratta comunque di un segnale sulla volontà di proseguire sulla strada già intrapresa e che nell'ultimo decennio ha reso la vita difficile ai fumatori e ha ottenuto il risultato non trascurabile (pur tra mille polemiche) di ridurre il consumo di tabacco tra gli adulti.


Il punto di partenza della lotta al fumo in Italia è stato senza dubbio la legge 3 del 2003, altrimenti detta legge Sirchia dal ministro del governo Berlusconi che si batté per farla approvare. Dal 10 gennaio 2005, data dell'entrata in vigore, in Italia è vietato fumare nei luoghi pubblici chiusi e sono previste regole ferree per il fumo nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici, con multe molto salate. Anche se alcuni pronunciamenti successivi hanno in parte mitigato la portata della legge, la vendita delle sigarette è calata del 7,2% ed è aumentato il numero di persone che hanno smesso di fumare (o ci hanno provato).

In precedenza, le leggi sul fumo in Italia erano piuttosto blande: un Regio decreto del 1934 prevedeva il divieto di fumo per i minori di 16 anni, mentre è solo dal 1975 che è vietato fumare sui mezzi pubblici, nelle corsie d'ospedale e nelle scuole, anche se la dicitura di "locale chiuso adibito a pubblica riunione" è stata nel corso degli anni al centro di dibattiti, pronunciamenti dei tribunali e decreti interpretativi. La legge Sirchia è servita anche a mettere chiarezza a questo riguardo.

Ma la crociata contro il fumo non si è esaurita nelle leggi che si sono succedute, ma anche nell'aumento sistematico del prezzo dei pacchetti di sigarette, con l'aggiunta di tasse e accise che, a ben guardare, non sono sempre state frutto di battaglie salutiste ma anche della necessità di fare cassa. E un altro duro colpo si preannuncia per i fumatori: potrebbero arrivare anche in Italia i pacchetti "anonimi" che hanno già debuttato in Australia, pacchetti tutti uguali per ogni marca che comunque riporteranno le avvertenze a cui siamo abituati.

Foto |Flickr

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