1 gennaio 2014: presidenza dell'Unione Europea alla Grecia

Inizia oggi il semestre di presidenza europea ellenica. E il paese, ad aprile, potrebbe aver bisogno del terzo prestito.

Semestre di presidenza della Grecia

La Grecia inizia oggi il suo semestre di presidenza europea.

Si tratterà per forza di cose di una presidenza europea di basso profilo. La Grecia, con la doppia tornata elettorale, ha sconfessato il "pericolo" di un'eccessiva affermazione dell'estremismo di Alba Dorata e ha anche reso inutile l'ottima performance elettorale di Syriza (la sinistra radicale, antieuropeista come la formazione neonazista, ma con altre, diametralmente opposte, modalità operative), consegnando di fatto il paese a un'alleanza europeista che ha legato indissolubilmente il futuro ellenico all trojka europea.

La presidenza greca non costerà più di 50 milioni di euro. Il motto è: «Uniti andremo oltre».

Secondo il primo ministro Antonis Samaras, che ha tentato di essere ottimista nel suo discorso di fine anno,

«Nel 2014, la Grecia potrà di nuovo avventurarsi per i mercati e iniziare a diventare un paese normale.Nel nuovo anno, il debito greco sarà ufficialmente dichiarato valida, nel senso che non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio».

In realtà, visto che il secondo prestito scade ad aprile, la Grecia potrebbe avere ancora bisogno di un'iniezione di denaro per consolidare il salvataggio.

Di sicuro, questo 2014, per l'Europa, inizia all'insegna del paradosso.

Intanto, a pochi mesi dalle elezioni europee, i sondaggi confermano un buon consolidamento di Syriza (che in vista della tornata elettorale europea ottiene il 19,7% delle intenzioni di voto), ma al tempo stesso un 18,6% a Nea Dimokratia, al governo con il Pasok e le altre compagini europeiste.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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